Ho 19 anni e prima…

cogiendo Fetish

Ho 19 anni e prima dell’altra sera avevo avuto solo esperienze con ragazze grandi come me o poco meno. Non sono uno che rimorchia o un dongiovanni, ogni ragazza con cui sono stato è stata frutto di graduale e tradizionale avvicinamento…fino all’altra sera.nSabato notte: serata con gli amici, guido io, quindi non bevo. In un locale frequentato per lo più da universitari, dopo la classica birretta i miei amici, tutti calciatori, mi abbandonano causa partita la mattina seguente. La cosa è anomala ma siccome il campionato volge al termine, li ho lasciati andare. Rimasto solo e senza compagnia, penso ai fatti miei guardandomi intorno. Solite ragazze in minigonna, soliti universitari fighetti con la felpa attorcigliata al collo, solita donna seduta da sola al tavolo…un attimo…di solito questo tipo di persone non viene da queste parti…La guardo: nella luce soffusa del faretto, sembra carina, ma tutt’altro che unanragazza. Ciò che mi colpisce di lei sono i lineamenti del volto, taglienti e sensuali, accentuati dall’espressione accigliata e dagli occhi fissi sul bicchiere mezzo pieno, fatto girare sul tavolo da due dita lunghe, senza anelli nè inutili accessori. D’un tratto solleva lo sguardo che si fissa nel mio. Essendo fondamentalmente timido, fingo di osservare lo schermo alla sua destra finchè lei non torna alla sua malinconica osservazione del bicchiere.nOra esamino il suo corpo: snella, seno modesto, belle gambe, un po’ nascoste da pantaloni lunghi poco attillati. Una scarica elettrica mi scorre nel cervello: “Avvicinati e guarda cosa succede”. Senza pensarci, solo così per fare 4 chiacchiere, mi avvicino al tavolino e le chiedo “Buonasera: posso?”.nVisibilmente sorpresa, lei mi fa cenno con la testa di sì. Una voce nella testa mi dice che devo fare il simpatico: “Mi scusi l’impudenza” pronuncio con voce pomposa “ma l’ho vista sola e il mio dovere di cavaliere mi impone di tenerle compagnia”. Il suo viso si illumina di un sorriso e con voce vellutata mi dice “Non impedirei mai a un cavaliere di compiere il suondovere, ma prego, mi dica il suo nome” “Sir Andrea, ma per lei posso fare un’eccezione: mi chiami solo Andrea” “Ti chiamo Andrea solo se mi dai del tu” “Affare fatto”, le dico io. Dopo una breve presentazione, scopro che lei si chiama Cinzia, ha 34 anni e lavora in ufficio, dove la mattina avevanavuto uno screzio con il suo capo…”Una vecchiaccia che non capisce niente”. Quando viene a sapere che sono in quinta liceo, un po’ si meraviglia. “Ti facevo un po’ più grande, sai?” “Strano, di solito succede il contrario”, ironizzo io, “ma dimmi, cosa ci fai in questo posto da sola a mezzanotte?” “Avevo voglia di uscire, ma non ho molte amicizie, e quelle che ho stasera non volevano uscire. Ho preso la macchina, ho guidato un po’, sono entrata qua, ho ordinato…mentre pensavo a tutto e niente sei arrivato tu a movimentarmi la serata”. “Beh, se ti dispiace, me ne vado…” dico io, facendo un po’ il prezioso. Non so come comportarmi, ho paura di sembrarle uno stupido ragazzino…intanto spesso mi casca l’occhio sul suo seno di cui si intravedono i lineamenti attraverso la maglia, contribuendo ad accrescere il mio mascherato imbarazzo. “E chi ti manda via? Se esistono dei modi per divertirsi da soli, in due è meglio, no? Allora, dove mi porti?”. Preso in contropiede, penso a circa duecento posti dove portarla, mentre pago le nostre consumazioni e usciamo. “Preferisci una discoteca o un posto tranquillo dove si sente buona musica?” le chiedo, sperando nella secondanipotesi. “E’ un po’ che non vado a ballare. Ok, aggiudicata la discoteca.nFai strada, ti seguo”. In macchina, penso che quella donna mi attizza un sacco. Non ci siamo ancora toccati, ma in cuor mio spero che qualcosa succeda. Arrivati alla discoteca, mentre entriamo lei mi prende a braccetto sorridendomi. Ci scateniamo per un’ oretta e mezza circa e ballando lei sinstruscia contro di me, facendomi eccitare moltissimo. Io non ce la faccio a reggere e mi avvicino al banco per bere qualcosa. Dopo un Havana, che scopro essere il suo cocktail preferito, lei ricomincia a ballare trascinandomi connsè, con movimenti sempre più provocatori. A me sembrava un messaggio abbastanza chiaro, ma avevo paura che fosse solo un bel gioco. Sul divanetto, stanchi e sudati, le dico, in tutta sincerità: “Neanche con la mia ragazza ho mai ballato così…bene” “Perchè, hai la ragazza?” “Mi ha lasciato un paio di mesi fa…”. Era vero. Lei prima mi aveva detto chenl’ultimo ragazzo che aveva avuto l’aveva lasciato 1 anno prima. “Ah, sì, ” mi sussurra, avvicinandosi “e lei come ballava?” “Beh…” non faccio in tempo a finire che lei mi bacia sul collo: sento la sua lingua scorrerensulla pelle e tutto ciò mi provoca un piacere incredibile. nnQuando si stacca, alza lo sguardo e mi fissa. Dovevo avere una faccia allibita. “Che c’è, non si può?” fa lei, ammiccante. “No, anzi…hai fatto una delle cose che amo di più” “Mi piaci” dice lei. “E tu mi ecciti un casino” sputo io, stupidamente.nLei non perde tempo, mi sale in braccio e mi bacia sulla bocca, mentre i suoi seni premono contro il mio petto e la mia erezione diventa insostenibile. Lei si stacca e scivola verso il collo. Incredibile. Non capivo cosa mi stava succedendo, era una novità assoluta per me. Dopo un po’ndi “coccole”, usciamo che sono le 2.00 passate.Fuori dalla discoteca, lei mi bacia ancora. Io la abbraccio e le stringo le natiche. Sode, rotonde…sono partito con la testa. “Ti va di fare sesso con me o non te la senti?” mi precede lei bisbigliandomi all’orecchio. “Stavo per chiederti la stessancosa…”farfuglio io. “Ti porto a casa mia se vuoi…” aggiunge lei maliziosa. “Se voglio? Sali in macchina prima che mi arrabbi!”. Lei segue i miei ordini ridendo, e dopo qualche km di strada e un migliaio di pensieri increduli nella mia testa, eccoci arrivati. Saliamo le scale, entro in casansua. Mi dice che in realtà lì abitavano i suoi genitori ma adesso hanno traslocato e in attesa di venderla ci abita lei. Chissenefrega, vorrei risponderle, ma non voglio rovinare nulla. Si avvicina al divano, si siede, la affianco e ci baciamo. La tocco ovunque, non oppone resistenza. Si alza, si mette in piedi davanti a me, si toglie la maglia, rivelando il semplicenma delicato reggiseno bianco, che subito scompare facendo spazio a un seno sodo ed invitante, che stuzzica le mie fantasie. Ancora una volta mi stupisce gettandosi cavalcioni sulle mie ginocchia e strofinando i capezzoli sul mio viso. La mia lingua scorre avida su tutta la superficie di quellentette, mentre con le mani le sfilo i pantaloni. La difficile operazione da’ i suoi frutti, mentre lei comincia a succhiarmi letteralmente il collo.nSento il tessuto delle mutandine sulle mie mani e mentre cerco di toglierle mi accorgo che la soffice peluria che sto sfiorando è leggermente umida.nIntanto lei mi toglie la camicia e mi bacia il torace. In preda alla più cieca eccitazione, mi stacco da quelle labbra e mi spoglio di tutto il resto, mentre lei mi segue per quel poco che le rimane. I ruoli si invertono: lei è stesa sul divano e io mi accingo a distendermi sopra di lei, ma la vista delle sue cosce mi induce a baciargliele e a scorrere lentamente all’insù, finchè attratto dal suo odore di femminilità comincio a suggerle la figa umida e a vibrare la lingua sul suo clitoride, mentre lei respira a fondo e mugugna aumentando il mio fervore. Non le voglio ancora dare nessuna soddisfazione, così proseguo la mia corsa attraverso il ventrene i capezzoli turgidi fino al collo e alla bocca, mentre lei già mi tasta il membro e i testicoli con una mano e mi accarezza con l’altra. Durante un bacio appassionato, lei mi dirige all’interno di sè e lentamente la penetro. Rovino tutto con un: “Senza preservativo!” che mi esce da quel pocondi razionalità rimastami, ma subito lei mi rassicura con un sussurro “Non preoccuparti…”. E’ stato l’ultimo guizzo di lucidità da parte mia.nPompando con vigore, incitato dai suoi spasmi, le vengo dentro mentre lei mi cinge con un tenero abbraccio. Stupenda la pressione del suo seno ansante sul mio petto, mentre sento che mi rimane ancora forza…dopo una brevenpausa tenera di baci, lei vuole giocare…ricordo di averle anche detton”Sono tutt’altro che un esperto…” e della sua risposta “Esperti si diventa”…mentre si girava e cominciavo a prenderla da dietro, inginocchiato. Che goduria vedere il mio membro mentre la penetro, e il suonseno che dondola ritmicamente, mentre lei ansa e viene con un sospiro…Si alza ora, ed io sono confuso, lei mi sta guidando, fa ciò che vuole, ma lonfa con dolcezza ed estrema calma.Mi alzo anche io, lei è in piedi davanti a me…si gira e sculettando si dirige verso la camera da letto. I suoi glutei ondeggiano di fronte a me e la seguo inebetito. E’ in piedi davanti al letto. Mi abbraccia, si lascia cadere sul letto ed io sopra di lei. Si divincola, si gira sotto di me…mi ritrovo le sue grandi labbra intrise deinnostri umori davanti alla mia bocca, mentre sento una calda ed umida pressione sul mio glande. Mi dò da fare con la lingua, non la controllo più, mentre sento profumi, rumori, sensazioni intense, calde… Il mio primo sessantanove…non lo scorderò mai…continuammo così per un bel po’, finchènnon ci trovammo l’uno accanto all’altra. Io stremato, lei che ancora mi cerca, mi accarezza, mi bacia. Inesauribile. Sono stanchissimo ma talmente eccitato che non chiudo quasi occhio. Non riesco a credere all’avventura che sta pian piano concretamente prendendo forma nel mio cervello. Tutto cosìnveloce, improvviso, nuovo, istintivo. C’è una donna accanto a me, una donna vera, molto più grande di me. Avrò dormito poco più di due ore. Mi sveglio indolenzito, umido. Lei mi bacia sulla bocca, mai ci fu risveglio migliore, invitandomi per un caffè in cucina. Trovo i miei vestiti (puliti?) accantonal letto, mi metto almeno le mutande, vado in bagno. Acqua fredda sul viso: è tutto vero. In cucina, lei mi guarda compiaciuta, di sottecchi. Io mi vergogno un po’, non so nemmeno perchè. “Stanco?” “Beh, non sono abituato…” è tutto ciò che riesco a formulare, scioccamente. Si siedensulle mie ginocchia. So già che sotto la vestaglia non porta nulla. Ho una violenta erezione. Lei non perde tempo. Si gira, getta la vestaglia, mi bacia, abbassa le mie mutande, e mi prende lì, sulla sedia, quasinviolentemente. Incredibilmente eccitato, la lascio muoversi su di me, sapore di caffè in bocca, profumo femminile nell’aria. Le vengo di nuovo dentro, mentre lei soddisfatta si accascia sulla mia spalla. Che meraviglia.nAbbracciati così, ancora l’uno dentro l’altra, assaporiamo quel momento. Ci coccoliamo. Purtroppo io ho i tempi stretti, mi faccio una doccia, ma non so come lasciarla. Sento che potrei stare con lei un mese intero. Devo scappare. Il mondo mi crolla addosso, mentre ci scambiamo i numeri e scendo dalle sue scale in preda al panico, ma con il suo corpo ancora virtualmente a contatto col mio.nHo dovuto fare i salti mortali per convincere un amico a coprirmi, a dire ai miei che ero a dormire da lui, non potendo svelare la mia incredibile avventura.nMi sono visto altre due volte con Cinzia, ma non è il caso che le racconti ora.nE’ proprio vero che l’esperienza insegna…

One Response to “Ho 19 anni e prima…”

  1. cheat codes for ciao bella Says:

    Sallie Mae buyers plan to

    Sallie Mae buyers plan to seek lower price: reportReuters -10 hours agoN: Quote, Profile, Research) — met on Tuesday to discuss

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.