Sono sola, nel buio della…

ewald Maturi

nnSono sola, nel buio della mia stanza, sdraiata sul letto, tengo le dita incrociate sotto la nuca e guardo il soffitto. nn nnDomani sarà il grande giorno, finalmente Alvise ed io ci sposeremo, ma non è questo pensiero che occupa la mia mente, nnsto ripensando a quella sera della scorsa settimana, quando con alcune amiche sono uscita per festeggiare, e sono ancora sconvolta da quei ricordi. nn nnNon avrei mai pensato che delle giovani donne, alcune delle quali sposate e già madri, di buona famiglia e d’eccellente reputazione, cosa non facile in quest’angolo della marca trevigiana, dove tutti si conoscono e sanno tutto di tutti, potessero abbandonarsi a follie trasgressive di quel genere. Le abbondanti libagioni ci avevano fatto perdere il senso della misura, ci sentivamo totalmente prive d’inibizioni e ci siamo comportate, tutte quante, io compresa, da vere sgualdrine.nn nnMio fratello Saverio, che è un maschilista convinto, dice sempre “Ad eccezione di mia madre, mia moglie e le mie sorelle, tutte le donne sono delle puttane.” Io mi scandalizzavo e ribattevo “Sei un maledetto maschilista, esistono un sacco di donne perbene.” Ora so con certezza che Saverio ha torto, è troppo ottimista quando esclude dal numero delle puttane, sia la moglie, sia le sorelle. nn nnAvevo invitato mia sorella Allegra, mia cognata Giovanna, e le mie amiche più intime, per passare insieme una serata divertente e diversa dei soliti incontri al tennis, al maneggio od in piscina, ma le cose ci sono sfuggite di mano. Le donne non sono come i maschi, i quali riescono benissimo a divertirsi fra di loro, senza sentire la necessità di una compagnia femminile, e se la cercano, non è per dividere il divertimento, ma solo per divertirsi essi stessi. Da sempre celebrano quella specie di rito chiamato l’addio al celibato, invece le ragazze hanno iniziato a scimmiottarli solo dopo l’avvento del femminismo. nn nnPer farla breve, eravamo in otto, stipate nella mia Fiat Ulysse, siamo andate in campagna, una trattoria isolata, fra Treviso e Mestre, abbiamo mangiato benissimo, vuotate diverse bottiglie di prosecco e, per finire, bevuto l’immancabile sorbetto, tutto bene! ma alle undici di sera, era già finito e nessuna aveva voglia di tornarsene a casa. Eravamo tutte quante alticce, ridevamo sguaiatamente, ci raccontavamo delle storielle spinte, alcune addirittura oscene, le quali ovviamente avevano per argomento la prima notte di nozze, e ci confessavamo le nostre fantasie erotiche. A quel punto Allegra ha proposto di andare a ballare. n nnAllegra ha soltanto quindici mesi più di me, e siamo sempre state molto legate. Prima che si sposasse dormivamo nella stessa camera. Da quando avevamo raggiunto l’età della pubertà, prima di dormire, ci spogliavamo e confrontavamo la crescita delle nostre tette e dei peli sotto le ascelle e sulla passerina. nn nnCi raccontavamo tutto, lei quello che faceva con Paolo, il quale non aveva aspettato il matrimonio per portarsi Allegra a letto, mentre io non avevo molto da dire, perché Alvise, il quale è un pò all’antica, voleva preservare la mia verginità fino al giorno del matrimonio, e questo malgrado io fossi pronta ed ansiosa di accoglierlo. Mi lasciava delusa ed in preda al desiderio, tanto che, di solito, finivo col masturbarmi prima di addormentarmi. nn nnMi ricordo ancora, quando alle medie, la mia compagna di banco, mi aveva raccontato che i ragazzi baciano mettendoti la lingua in bocca, la sera stessa l’ho detto ad Allegra, è rimasta pensierosa per un attimo, poi mi ha proposto di provare e ci siamo baciate. La prima volta non è stato molto emozionante, ma col tempo abbiamo affinato la nostra tecnica e ci abbiamo preso gusto. nn nnPoi è stata lei a parlarmi delle sue compagne, che durante l’intervallo, andavano a chiudersi in bagno per dedicarsi al piacere solitario. Abbiamo voluto provare anche questo, ci sdraiavamo vicine ed ognuna metteva la mano sulla fighetta dell’altra e frugavamo le tenere pieghe. I primi tentativi furono deludenti, mancavamo d’esperienza, ma non abbiamo tardato a trovare il piccolo nodulo nervoso posto in alto fra le labbra, ed è stata una vera scoperta, tanto che riuscivamo a sfinirci. nn nnMa volevamo di più, ed approfittando della sua assenza, avendo cura di non essere scoperte, ci siamo intrufolate nella camera di Saverio, alla ricerca delle riviste pornografiche, che egli vi teneva nascoste. Erano una miniera d’informazioni, ed imitando quelle fotografie abbiamo imparato tutto sul sesso fra donne. nn nnC’è ancora una cosa da dire, Allegra ed io, ed anche le nostre sorelle minori, le gemelle Azzurra e Verdiana, siamo afflitte (cosi dicono i ginecologi) o gratificate (cosi dice Allegra) da una lieve anomalia, abbiamo il clitoride dalle dimensioni di un piccolo pisello (Allegra lo chiama la sua perla) che invece di rimanere nascosto fra le pieghe del sesso si erge fieramente a richiamare l’attenzione. Questa particolarità ci rende molto sensibili e facilmente eccitabili. nn nnMa torniamo alla nostra notte brava, la proposta di Allegra è stata subito accolta con entusiasmo e ci siamo recate in una balera di periferia, frequentata soprattutto d extracommunitari, dove suonano musica latinoamericana. nn nnL’ingresso del nostro gruppo ha immediatamente succitato l’interesse degli uomini presenti, per un pò, si sono limitati ad osservarci mentre bevevamo e ci divertivamo fra di noi, ma quando Allegra mi ha sbottonato la camicetta, mettendo cosi ben in vista le mie tette, appena coperte da reggiseno di pizzo, e mi ha appeso al collo un cartello con scritto un mucchio d’amenità riguardanti il mio stato di futura sposa, si sono fatti avanti. nn nnQuel cartello attirava gli uomini come un vasetto di miele attira le mosche, nel giro di un paio d’ore avevo cambiato cavaliere una dozzina di volte. Ero stata stretta fra le braccia di giganteschi negri, che non si facevano scrupoli di stringermi forte e di strusciare il loro enorme membro su di me, mi palpeggiavano il sedere e le tette, mi sussurravano all’orecchio le loro proposte oscene, ed i più audaci avevano perfino tentato di spingermi la lingua in bocca per baciarmi. nn nnDopo alcuni balli, fatti in quelle condizioni, ero diventata un fascio di nervi, la mia fighetta si scioglieva ed avevo le mutandine inzuppate. Veramente neanche le mie compagne rimanevano con le mani in mano, le ho viste ballare in modo cosi sensuale, che si sarebbe potuto credere che da un momento all’altro si sarebbero messe a scopare in pubblico. nn nnHo visto Allegra e Giovanna, avvinghiate ad uomini che palpavano le tette ed il sedere mentre ballavano. Ho visto alcune delle mie amiche, delle quali non voglio, rivelare i nomi, uscire in compagnia d’uomini, e tornare dopo un quarto d’ora, scapigliate, rosse in viso e con i vestiti in disordine. Le porche erano andate a fare una sveltina in un angolo buio del parcheggio. nn nnNon che abbia visto tutto quello che facevano, ero troppo occupata a tenere a bada i più scalmanati fra i ballerini. Insomma, nessuna ha resistito alle tentazioni, tutti i mariti ed i fidanzati sono stati, chi più, chi meno, traditi tranquillamente e senza rimorso. nn nnQuando abbiamo lasciato quel locale era quasi l’una di notte, eravamo accaldate e decisamente ubriache, avevamo perso ogni ritegno ed eravamo pronte a qualsiasi trasgressione, tanto avevamo già oltrepassato il segno, e sospetto che alcune di noi avevano realizzato alcune delle loro fantasie proibite. nn nnNon mi ricordo chi è stata a proporre di andare a vedere uno spogliarello maschile, ma non ha importanza, perché tutte quante hanno accettato l’idea e siamo partite alla volta di un paese, al limite tra le province di Venezia e di Padova, dove c’è un locale che propone questo tipo di spettacolo. Strada facendo cantavamo, in coro, quelle canzoni goliardiche, piene d’oscenità e di doppi sensi, udite quando frequentavamo l’università. nn nnIl locale era semi buio, c’era una pedana, sopra la quale si alternavano alcuni giovanotti che si muovevano al suono di una musica da discoteca, spogliandosi fino a rimanere con addosso soltanto un tanga che non riusciva a mascherare le loro virilità. Era affollato di donne, di tutte le età, dalle ragazzine in cerca d’emozioni, alle donne mature in cerca di ricordi. Il rumore era assordante, urli e gridolini, sembravano tutte in fregola. I camerieri che giravano in fretta fra i tavoli, con addosso soltanto i jeans e dei giubbini senza maniche, mettevano in mostra i petti villosi e le braccia muscolose, mentre i minuscoli grembiuli non riuscivano a nascondere i gonfiori all’inguine. nn nnCi hanno trovato un tavolo vicino alla pedana ed abbiamo ordinato un paio di bottiglie di vino bianco fresco. Il fumo delle sigarette ed il caldo rendeva l’atmosfera irrespirabile, ed in meno di cinque minuti eravamo già sudate, dopo un pò non resistevamo più. L’una dopo l’altra, ci toglievamo le giacche, i golfini ed aprivamo le camicette, mettendo in mostra le nostre grazie, ma nessuno ci faceva caso, solo i maschi sulla pedana erano oggetti d’attenzione. nn nnEravamo lì da mezz’ora, a ridere, a gridare ed a fare i nostri commenti, piuttosto salaci, sugli spogliarellisti, quando Allegra ha bisbigliato qualche parole all’orecchio di un cameriere, il quale ha annuito sorridendo. nn nnE’ cessata la musica, il ballerino ha lasciato la pedana e vi è salito un uomo col microfono in mano, immediatamente si è fatto il silenzio. nn nn“Gentili signore e signorine, questa notte, abbiamo fra di noi una signorina che fra qualche giorno si sposerà, e festeggia l’avvenimento con le sue amiche, la vorrei invitare a salire sulla pedana, di modo che tutte voi possiate vederla ed applaudirla.” nn nnApplausi, urli e gridi d’incoraggiamento, mentre le mie compagne mi spingevano ad alzarmi ed a raggiungere l’uomo sulla pedana. Di buon grado mi sono alzata e con passi, resi incerti dall’ebbrezza, mi sono avviata e sono salita. L’uomo a ripreso a parlare. nn nn“Gentile Signorina, un avvenimento cosi importante, va celebrato in modo adeguato, ritengo che ci dovrebbe fare vedere come si spoglierà per il futuro sposo.” nn nnSono rimasta sbigottita dalla richiesta ed ho mormorato “Dovrei spogliarmi in pubblico? è questo che intende?” nn nn“Signorina non faccia la vergognosa, ci faccia vedere un bello spogliarello integrale, vedrà che non è poi tanto difficile, e poi ci sono le sue amiche lì ad incoraggiarla, forza! un pò di coraggio.” nn nnHo lanciato uno sguardo verso il nostro tavolo, ed ho ricevuto soltanto segni d’incoraggiamento. Dunque volevano vedermi nuda! Un pensiero malizioso si è fatto strada nella mia mente, è troppo comodo cosi! se mi spoglio io, si devono spogliare anche loro! nn nn“Va bene, mi spoglierò, ma non voglio farlo da sola, che vengono anche le mie amiche.” nn nn“Signorina, è lei la futura sposa, ci faccia vedere di che cosa è capace, se poi le sue amiche vogliono raggiungerla, sono libere di farlo.” nn nnL’orchestra ha iniziato a suonare la celebre musica di nove settimane e mezzo, ed io ho incominciato a muovermi seguendo il ritmo. Ho chiuso gli occhi, l’ebbrezza mi faceva sentire leggera, euforica, assolutamente priva d’inibizioni e pronta a fare qualsiasi cosa senza provare vergogna, improvvisamente tutto questo mi sembrava molto divertente ed eccitante. nn nnCon mosse sensuali mi sono levata la camicetta ed il reggiseno, poi lentamente ho sganciato la gonna, facendola scivolare verso il basso; con un calcio mi sono liberata dalle scarpe e piano mi sono sfilate la calza autoreggenti, infine molto lentamente ho abbassato le mutandine e sono rimasta nuda. nn nnL’esempio è contagioso, perché mi ero appena levato il reggiseno che Allegra saliva sulla pedana, subito seguita da Giovanna e poi ad una ad una da tutte le altre, ed anche loro iniziavano a spogliarsi. nn nnCi stavamo ancora dimenando, che l’uomo si faceva strada fra noi ed urlava nel microfono “Un bell’applauso a queste graziose Signorine che ci hanno allietato col loro bellissimo spogliarello integrale, non è uno spettacolo che si vede spesso.” nn nnMa egli aveva perso il controllo della situazione, alcune ragazze erano salite sui tavoli ed improvvisavano il loro spogliarello personale. L’uomo era preoccupato, era sudato, e chiamato i camerieri, li mandava in giro per la sala per ristabilire una parvenza d’ordine, ci si è rivolto, quasi supplichevole “Raccogliete le vostre cose ed andate a rivestirvi in fretta, se dovesse arrivare la polizia, sarebbero guai per tutti.” nn nnCi siamo affrettate a raccogliere i nostri indumenti sparsi sulla pedana, e seguendo le indicazioni del presentatore, ci siamo infilate dietro una tenda. nn nnAbbiamo trovato una sorpresa, dietro la tenda c’era un locale che serviva da camerino agli spogliarellisti, erano tutti lì, ci hanno accolte con applausi e grida d’entusiasmo, in un attimo eravamo circondate ed afferrate da maschi vogliosi, che sembravano bene decisi ad approfittare dell’occasione. nn nnMi riusciva difficile a resistere alla stretta di un fusto che, dopo avermi spinta su un divano, tentava di farmi aprire le gambe, con l’evidente intenzione di scoparmi. Sentivo la punta umida del suo cazzo poggiata sulla mia figa e nonostante il desiderio che mi faceva pulsare la passerina, il pensiero della reazione di Alvise, alla scoperta che non ero più vergine, mi ha dato la forza di respingerlo. Intanto, mi accorgevo che le altre non avevano i miei scrupoli, tutt’attorno si svolgevano delle scene degne degli affreschi di Pompei, tutte scopavano, sembravano infoiate. nn nnLa notte volgeva al termine quando abbiamo lasciato quel posto e ci siamo avviate verso casa, eravamo silenziose, quasi malinconiche, passata la sbornia ci rendevamo conto della gravità del nostro comportamento, eravamo ancora frastornate dalle nostre avventure erotiche. Tutte quante avevano ceduto al desiderio, concedendosi varie volte, sempre con uomini diversi. Eravamo sporche, ci portavamo addosso l’odore del sesso, gli abiti erano sgualciti e macchiati, la biancheria intima era sparita, trattenuta come trofei dagli uomini, il trucco era sfatto ed i capelli erano arruffati ed invischiati d’umori e di sperma. Quest’avventura è un segreto fra di noi e tale deve rimanere per sempre. nnE’ strano, non avrei mai pensato d’essere una ragazza facile, ma manco di carattere ed ho scoperto che, in certe circostanze, mi è molto difficile resistere alle tentazioni. Temo d’essere una sgualdrina, e certamente lo sono Allegra, Giovanna e tutte le altre. Il mio rifiuto di scopare aveva reso il mio partner ancora più smanioso, mi aveva baciata e palpeggiata, mi aveva leccata la figa e mi era venuto addosso sporcandomi il viso e le tette. In ultimo mi ha messo il suo cazzo in bocca, lo sentivo premere sul palato soffocandomi, si è ritirato soltanto dopo avermi fatto ingoiare il suo sperma fino all’ultima goccia, lasciando dietro di sé un sapore agrodolce. Non avevo mai fatto questa cosa, e dopo mi faceva male la mascella a furia di stare con la bocca spalancata. nn nnSarà stata colpa del vino o dell’ambiente, ma è inutile cercare delle scuse, è stata una notte di follia. Tutti questi ricordi mi eccitano, malgrado mi riempiono di vergogna e di rimorsi, perché Alvise non si meritava d’essere tradito cosi. nn nnLentamente, ma inesorabilmente, la mia mano scende, si ferma a vezzeggiare i capezzoli che ho turgidi, poi prosegue sul ventre soffice e raggiunge il morbido monte dl sesso. Non resisto, il dito cerca il clitoride, lo trova, sussulto di piacere e mi sprofondo nell’estasi del godimento. Sento l’orgasmo giungere prepotentemente e dopo un ultimo spasmo m’addormento sfinita ed appagata.n nnn

One Response to “Sono sola, nel buio della…”

  1. pilsner strip cheats Says:

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