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	<title>Inculate</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Aug 2007 12:56:04 +0000</pubDate>
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nnSono sola, nel buio della mia stanza, sdraiata sul letto, tengo le dita incrociate sotto la nuca e guardo il soffitto. nn  nnDomani sarà il grande giorno, finalmente Alvise ed io ci sposeremo, ma non è questo pensiero che occupa la mia mente, nnsto ripensando a quella sera della scorsa settimana, quando con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://ewald.hostuju.cz/Maturi.html">ewald Maturi</a></p>
<p>nnSono sola, nel buio della mia stanza, sdraiata sul letto, tengo le dita incrociate sotto la nuca e guardo il soffitto. nn  nnDomani sarà il grande giorno, finalmente Alvise ed io ci sposeremo, ma non è questo pensiero che occupa la mia mente, nnsto ripensando a quella sera della scorsa settimana, quando con alcune amiche sono uscita per festeggiare, e sono ancora sconvolta da quei ricordi. nn  nnNon avrei mai pensato che delle giovani donne, alcune delle quali sposate e già madri, di buona famiglia e deccellente reputazione, cosa non facile in questangolo della marca trevigiana, dove tutti si conoscono e sanno tutto di tutti, potessero abbandonarsi a follie t<a id="more-270"></a>rasgressive di quel genere. Le abbondanti libagioni ci avevano fatto perdere il senso della misura, ci sentivamo totalmente prive dinibizioni e ci siamo comportate, tutte quante, io compresa, da vere sgualdrine.nn  nnMio fratello Saverio, che è un maschilista convinto, dice sempre Ad eccezione di mia madre, mia moglie e le mie sorelle, tutte le donne sono delle puttane. Io mi scandalizzavo e ribattevo Sei un maledetto maschilista, esistono un sacco di donne perbene. Ora so con certezza che Saverio ha torto, è troppo ottimista quando esclude dal numero delle puttane, sia la moglie, sia le sorelle. nn  nnAvevo invitato mia sorella Allegra, mia cognata Giovanna, e le mie amiche più intime, per passare insieme una serata divertente e diversa dei soliti incontri al tennis, al maneggio od in piscina, ma le cose ci sono sfuggite di mano. Le donne non sono come i maschi, i quali riescono benissimo a divertirsi fra di loro, senza sentire la necessità di una compagnia femminile, e se la cercano, non è per dividere il divertimento, ma solo per divertirsi essi stessi. Da sempre celebrano quella specie di rito chiamato laddio al celibato, invece le ragazze hanno iniziato a scimmiottarli solo dopo lavvento del femminismo. nn  nnPer farla breve, eravamo in otto, stipate nella mia Fiat Ulysse, siamo andate in campagna, una trattoria isolata, fra Treviso e Mestre, abbiamo mangiato benissimo, vuotate diverse bottiglie di prosecco e, per finire, bevuto limmancabile sorbetto, tutto bene! ma alle undici di sera, era già finito e nessuna aveva voglia di tornarsene a casa. Eravamo tutte quante alticce, ridevamo sguaiatamente, ci raccontavamo delle storielle spinte, alcune addirittura oscene, le quali ovviamente avevano per argomento la prima notte di nozze, e ci confessavamo le nostre fantasie erotiche. A quel punto Allegra ha proposto di andare a ballare. n nnAllegra ha soltanto quindici mesi più di me, e siamo sempre state molto legate. Prima che si sposasse dormivamo nella stessa camera. Da quando avevamo raggiunto letà della pubertà, prima di dormire, ci spogliavamo e confrontavamo la crescita delle nostre tette e dei peli sotto le ascelle e sulla passerina. nn  nnCi raccontavamo tutto, lei quello che faceva con Paolo, il quale non aveva aspettato il matrimonio per portarsi Allegra a letto, mentre io non avevo molto da dire, perché Alvise, il quale è un pò allantica, voleva preservare la mia verginità fino al giorno del matrimonio, e questo malgrado io fossi pronta ed ansiosa di accoglierlo. Mi lasciava delusa ed in preda al desiderio, tanto che, di solito, finivo col masturbarmi prima di addormentarmi. nn  nnMi ricordo ancora, quando alle medie, la mia compagna di banco, mi aveva raccontato che i ragazzi baciano mettendoti la lingua in bocca, la sera stessa lho detto ad Allegra, è rimasta pensierosa per un attimo, poi mi ha proposto di provare e ci siamo baciate. La prima volta non è stato molto emozionante, ma col tempo abbiamo affinato la nostra tecnica e ci abbiamo preso gusto. nn  nnPoi è stata lei a parlarmi delle sue compagne, che durante lintervallo, andavano a chiudersi in bagno per dedicarsi al piacere solitario. Abbiamo voluto provare anche questo, ci sdraiavamo vicine ed ognuna metteva la mano sulla fighetta dellaltra e frugavamo le tenere pieghe. I primi tentativi furono deludenti, mancavamo desperienza, ma non abbiamo tardato a trovare il piccolo nodulo nervoso posto in alto fra le labbra, ed è stata una vera scoperta, tanto che riuscivamo a sfinirci. nn  nnMa volevamo di più, ed approfittando della sua assenza, avendo cura di non essere scoperte, ci siamo intrufolate nella camera di Saverio, alla ricerca delle riviste pornografiche, che egli vi teneva nascoste. Erano una miniera dinformazioni, ed imitando quelle fotografie abbiamo imparato tutto sul sesso fra donne. nn  nnCè ancora una cosa da dire, Allegra ed io, ed anche le nostre sorelle minori, le gemelle Azzurra e Verdiana, siamo afflitte (cosi dicono i ginecologi) o gratificate (cosi dice Allegra) da una lieve anomalia, abbiamo il clitoride dalle dimensioni di un piccolo pisello (Allegra lo chiama la sua perla) che invece di rimanere nascosto fra le pieghe del sesso si erge fieramente a richiamare lattenzione. Questa particolarità ci rende molto sensibili e facilmente eccitabili. nn  nnMa torniamo alla nostra notte brava, la proposta di Allegra è stata subito accolta con entusiasmo e ci siamo recate in una balera di periferia, frequentata soprattutto d extracommunitari, dove suonano musica latinoamericana. nn  nnLingresso del nostro gruppo ha immediatamente succitato linteresse degli uomini presenti, per un pò, si sono limitati ad osservarci mentre bevevamo e ci divertivamo fra di noi, ma quando Allegra mi ha sbottonato la camicetta, mettendo cosi ben in vista le mie tette, appena coperte da reggiseno di pizzo, e mi ha appeso al collo un cartello con scritto un mucchio damenità riguardanti il mio stato di futura sposa, si sono fatti avanti. nn  nnQuel cartello attirava gli uomini come un vasetto di miele attira le mosche, nel giro di un paio dore avevo cambiato cavaliere una dozzina di volte. Ero stata stretta fra le braccia di giganteschi negri, che non si facevano scrupoli di stringermi forte e di strusciare il loro enorme membro su di me, mi palpeggiavano il sedere e le tette, mi sussurravano allorecchio le loro proposte oscene, ed i più audaci avevano perfino tentato di spingermi la lingua in bocca per baciarmi. nn  nnDopo alcuni balli, fatti in quelle condizioni, ero diventata un fascio di nervi, la mia fighetta si scioglieva ed avevo le mutandine inzuppate. Veramente neanche le mie compagne rimanevano con le mani in mano, le ho viste ballare in modo cosi sensuale, che si sarebbe potuto credere che da un momento allaltro si sarebbero messe a scopare in pubblico. nn  nnHo visto Allegra e Giovanna, avvinghiate ad uomini che palpavano le tette ed il sedere mentre ballavano. Ho visto alcune delle mie amiche, delle quali non voglio, rivelare i nomi, uscire in compagnia duomini, e tornare dopo un quarto dora, scapigliate, rosse in viso e con i vestiti in disordine. Le porche erano andate a fare una sveltina in un angolo buio del parcheggio. nn  nnNon che abbia visto tutto quello che facevano, ero troppo occupata a tenere a bada i più scalmanati fra i ballerini. Insomma, nessuna ha resistito alle tentazioni, tutti i mariti ed i fidanzati sono stati, chi più, chi meno, traditi tranquillamente e senza rimorso. nn  nnQuando abbiamo lasciato quel locale era quasi luna di notte, eravamo accaldate e decisamente ubriache, avevamo perso ogni ritegno ed eravamo pronte a qualsiasi trasgressione, tanto avevamo già oltrepassato il segno, e sospetto che alcune di noi avevano realizzato alcune delle loro fantasie proibite. nn  nnNon mi ricordo chi è stata a proporre di andare a vedere uno spogliarello maschile, ma non ha importanza, perché tutte quante hanno accettato lidea e siamo partite alla volta di un paese, al limite tra le province di Venezia e di Padova, dove cè un locale che propone questo tipo di spettacolo. Strada facendo cantavamo, in coro, quelle canzoni goliardiche, piene doscenità e di doppi sensi, udite quando frequentavamo luniversità. nn  nnIl locale era semi buio, cera una pedana, sopra la quale si alternavano alcuni giovanotti che si muovevano al suono di una musica da discoteca, spogliandosi fino a rimanere con addosso soltanto un tanga che non riusciva a mascherare le loro virilità. Era affollato di donne, di tutte le età, dalle ragazzine in cerca demozioni, alle donne mature in cerca di ricordi. Il rumore era assordante, urli e gridolini, sembravano tutte in fregola. I camerieri che giravano in fretta fra i tavoli, con addosso soltanto i jeans e dei giubbini senza maniche, mettevano in mostra i petti villosi e le braccia muscolose, mentre i minuscoli grembiuli non riuscivano a nascondere i gonfiori allinguine. nn  nnCi hanno trovato un tavolo vicino alla pedana ed abbiamo ordinato un paio di bottiglie di vino bianco fresco. Il fumo delle sigarette ed il caldo rendeva latmosfera irrespirabile, ed in meno di cinque minuti eravamo già sudate, dopo un pò non resistevamo più. Luna dopo laltra, ci toglievamo le giacche, i golfini ed aprivamo le camicette, mettendo in mostra le nostre grazie, ma nessuno ci faceva caso, solo i maschi sulla pedana erano oggetti dattenzione. nn  nnEravamo lì da mezzora, a ridere, a gridare ed a fare i nostri commenti, piuttosto salaci, sugli spogliarellisti, quando Allegra ha bisbigliato qualche parole allorecchio di un cameriere, il quale ha annuito sorridendo. nn  nnE cessata la musica, il ballerino ha lasciato la pedana e vi è salito un uomo col microfono in mano, immediatamente si è fatto il silenzio. nn  nnGentili signore e signorine, questa notte, abbiamo fra di noi una signorina che fra qualche giorno si sposerà, e festeggia lavvenimento con le sue amiche, la vorrei invitare a salire sulla pedana, di modo che tutte voi possiate vederla ed applaudirla. nn  nnApplausi, urli e gridi dincoraggiamento, mentre le mie compagne mi spingevano ad alzarmi ed a raggiungere luomo sulla pedana. Di buon grado mi sono alzata e con passi, resi incerti dallebbrezza, mi sono avviata e sono salita. Luomo a ripreso a parlare. nn  nnGentile Signorina, un avvenimento cosi importante, va celebrato in modo adeguato, ritengo che ci dovrebbe fare vedere come si spoglierà per il futuro sposo. nn  nnSono rimasta sbigottita dalla richiesta ed ho mormorato Dovrei spogliarmi in pubblico? è questo che intende? nn  nnSignorina non faccia la vergognosa, ci faccia vedere un bello spogliarello integrale, vedrà che non è poi tanto difficile, e poi ci sono le sue amiche lì ad incoraggiarla, forza! un pò di coraggio. nn  nnHo lanciato uno sguardo verso il nostro tavolo, ed ho ricevuto soltanto segni dincoraggiamento. Dunque volevano vedermi nuda! Un pensiero malizioso si è fatto strada nella mia mente, è troppo comodo cosi! se mi spoglio io, si devono spogliare anche loro! nn  nnVa bene, mi spoglierò, ma non voglio farlo da sola, che vengono anche le mie amiche. nn  nnSignorina, è lei la futura sposa, ci faccia vedere di che cosa è capace, se poi le sue amiche vogliono raggiungerla, sono libere di farlo. nn  nnLorchestra ha iniziato a suonare la celebre musica di nove settimane e mezzo, ed io ho incominciato a muovermi seguendo il ritmo. Ho chiuso gli occhi, lebbrezza mi faceva sentire leggera, euforica, assolutamente priva dinibizioni e pronta a fare qualsiasi cosa senza provare vergogna, improvvisamente tutto questo mi sembrava molto divertente ed eccitante. nn  nnCon mosse sensuali mi sono levata la camicetta ed il reggiseno, poi lentamente ho sganciato la gonna, facendola scivolare verso il basso; con un calcio mi sono liberata dalle scarpe e piano mi sono sfilate la calza autoreggenti, infine molto lentamente ho abbassato le mutandine e sono rimasta nuda. nn  nnLesempio è contagioso, perché mi ero appena levato il reggiseno che Allegra saliva sulla pedana, subito seguita da Giovanna e poi ad una ad una da tutte le altre, ed anche loro iniziavano a spogliarsi. nn  nnCi stavamo ancora dimenando, che luomo si faceva strada fra noi ed urlava nel microfono Un bellapplauso a queste graziose Signorine che ci hanno allietato col loro bellissimo spogliarello integrale, non è uno spettacolo che si vede spesso. nn  nnMa egli aveva perso il controllo della situazione, alcune ragazze erano salite sui tavoli ed improvvisavano il loro spogliarello personale. Luomo era preoccupato, era sudato, e chiamato i camerieri, li mandava in giro per la sala per ristabilire una parvenza dordine, ci si è rivolto, quasi supplichevole Raccogliete le vostre cose ed andate a rivestirvi in fretta, se dovesse arrivare la polizia, sarebbero guai per tutti. nn  nnCi siamo affrettate a raccogliere i nostri indumenti sparsi sulla pedana, e seguendo le indicazioni del presentatore, ci siamo infilate dietro una tenda. nn  nnAbbiamo trovato una sorpresa, dietro la tenda cera un locale che serviva da camerino agli spogliarellisti, erano tutti lì, ci hanno accolte con applausi e grida dentusiasmo, in un attimo eravamo circondate ed afferrate da maschi vogliosi, che sembravano bene decisi ad approfittare delloccasione. nn  nnMi riusciva difficile a resistere alla stretta di un fusto che, dopo avermi spinta su un divano, tentava di farmi aprire le gambe, con levidente intenzione di scoparmi. Sentivo la punta umida del suo cazzo poggiata sulla mia figa e nonostante il desiderio che mi faceva pulsare la passerina, il pensiero della reazione di Alvise, alla scoperta che non ero più vergine, mi ha dato la forza di respingerlo. Intanto, mi accorgevo che le altre non avevano i miei scrupoli, tuttattorno si svolgevano delle scene degne degli affreschi di Pompei, tutte scopavano, sembravano infoiate. nn  nnLa notte volgeva al termine quando abbiamo lasciato quel posto e ci siamo avviate verso casa, eravamo silenziose, quasi malinconiche, passata la sbornia ci rendevamo conto della gravità del nostro comportamento, eravamo ancora frastornate dalle nostre avventure erotiche. Tutte quante avevano ceduto al desiderio, concedendosi varie volte, sempre con uomini diversi. Eravamo sporche, ci portavamo addosso lodore del sesso, gli abiti erano sgualciti e macchiati, la biancheria intima era sparita, trattenuta come trofei dagli uomini, il trucco era sfatto ed i capelli erano arruffati ed invischiati dumori e di sperma. Questavventura è un segreto fra di noi e tale deve rimanere per sempre. nnE strano, non avrei mai pensato dessere una ragazza facile, ma manco di carattere ed ho scoperto che, in certe circostanze, mi è molto difficile resistere alle tentazioni. Temo dessere una sgualdrina, e certamente lo sono Allegra, Giovanna e tutte le altre. Il mio rifiuto di scopare aveva reso il mio partner ancora più smanioso, mi aveva baciata e palpeggiata, mi aveva leccata la figa e mi era venuto addosso sporcandomi il viso e le tette. In ultimo mi ha messo il suo cazzo in bocca, lo sentivo premere sul palato soffocandomi, si è ritirato soltanto dopo avermi fatto ingoiare il suo sperma fino allultima goccia, lasciando dietro di sé un sapore agrodolce. Non avevo mai fatto questa cosa, e dopo mi faceva male la mascella a furia di stare con la bocca spalancata. nn  nnSarà stata colpa del vino o dellambiente, ma è inutile cercare delle scuse, è stata una notte di follia. Tutti questi ricordi mi eccitano, malgrado mi riempiono di vergogna e di rimorsi, perché Alvise non si meritava dessere tradito cosi. nn  nnLentamente, ma inesorabilmente, la mia mano scende, si ferma a vezzeggiare i capezzoli che ho turgidi, poi prosegue sul ventre soffice e raggiunge il morbido monte dl sesso. Non resisto, il dito cerca il clitoride, lo trova, sussulto di piacere e mi sprofondo nellestasi del godimento. Sento lorgasmo giungere prepotentemente e dopo un ultimo spasmo maddormento sfinita ed appagata.n nnn
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		<title>Salve, mi presento, sono Khain,nella&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Aug 2007 01:11:20 +0000</pubDate>
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		<title>La primavera bussava alle porte

Un&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Aug 2007 13:02:31 +0000</pubDate>
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cogiendo Fetish
La primavera bussava alle portennUn vento caldo accarezzava il viso di Claudia e la faceva sentire leggerannI suoi pensieri, aliti di voglie repressennClaudia sentiva tutti i suoi sensi stranamente accesi, coinvolti come da una strana sensazione di un qualcosa che stava per accaderenn  nnAncora un giorno e sarebbe arrivato il tanto anelato [...]]]></description>
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<p align="center"><a href="http://xoomer.alice.it/cogiendo/Fetish.html">cogiendo Fetish</a></p>
<p>La primavera bussava alle portennUn vento caldo accarezzava il viso di Claudia e la faceva sentire leggerannI suoi pensieri, aliti di voglie repressennClaudia sentiva tutti i suoi sensi stranamente accesi, coinvolti come da una strana sensazione di un qualcosa che stava per accaderenn  nnAncora un giorno e sarebbe arrivato il tanto anelato fine settimanannClaudia aveva voglia di danzare leggeradi cantaredi sentirsi sfioratannQuelle ore in ufficio le sembravano interminabili mentre il solennBatteva sulla sua finestra facendola volare lontano con la fantasia.nnAveva ancora da sbrigare un po di pratiche noiosissime e poi avrebbe lasciato alle su spalle quella stanza, i <a id="more-269"></a>suoi colleghi, il lavorola monotonia e la noia!nn  nnSABATO MATTINA.nn  nn: Che giornata splendida! Oggi voglio spassarmela senza alcun problema!nn  nnLentamente Claudia stira il suo corpo fra lenzuola di seta blui suoi capelli ricci coprivano il cuscino, dondolando sui sei seni turgidinnLa pelle scura, lisciale dita affusolate di Claudia accarezzano la sua pelle dandole sensazioni di piacerenn  nn: Ciao Federica! Come va? Ti ho svegliato?nn: Mmmm, si, pronto.ahhh, Claudia, si, dormivoma che ore sono?nn: Ma, circa le 9 del mattinonn: Ma sei matta a chiamarmi a questora di sabato? Ti è successo qualcosa?nn: Nodai..hai visto che bella giornata? Ti va di andare al mare?nn: Al marequando? Ora?nn: Certo, orann: Maio ho sonno! AspettannFederica si alza svogliatamente dal letto, apre la finestra e un sole caldo le illumina il  viso si stiracchiann: Claudiaci sei ancora?nn: Si, allora hai deciso? Andiamo?nn: Siormai, tanto mi hai svegliatann:Ok, fra una mezzora sono da te!nn  nnLe due amiche riattaccano il telefono.nnClaudia è soddisfatta, una bella giornata in riva al mare, ad ascoltarne il dolce ritmo, a farsi scaldare la pelle dal sole, accarezzare dal vento tiepido.nn  nn  nnIl mare e un po increspatospruzzi dondepoca gente, Claudia e Federica sistemano i loro asciugamani quasi in riva al mareparlano, ridonofinalmente lontane dalla routine di tutti i giorninn  nnManoloil bagninoniente male!nnDi origine indonesiana aveva degli splendidi capelli neri, lunghi che gli volteggiavano sul viso abbronzato due occhi scuri sembravano risplendere alla luce del soleun corpo atleticoasciutto e modellato alla perfezionenn  nnClaudia lo vede quasi subito e con un sorriso malizioso lo indica a Federicann: Che ne pensi di quello?!nn: Qualenn: Lìvedi il bagnino?n: Ahhh, si! Be mica male!nn: Mica male? E splendido!!nn: Oddio, Claudiaricominci?ma dainn: Ricomincio? Be, con lui ricomincerei volentieri!nn  nn  nnSi stendono e i loro pensieri volano leggeriClaudia, ad occhi chiusi, sogna una notte di passionenn  nn: Scusate?nn: Machi è?nnRisponde Claudia aprendo un occhio, si era addormentatann: Sono Manolo, il bagninovi fa male dormire al sole.nn: Ma cheche male! E bellissimo!nn: Be, allorami scusi senn: Si, si - sorride Claudia  la scusoennClaudia non riusciva a togliere gli occhi dal viso del giovane che non aspettava che un cennonn: Sentiti piace ballare? nn: Che? Ballare? Si, mache centra?nnIl tu era passato tacito alle orecchie di Claudia che era avvolta come in un sogno bellissimonn: Sai, stasera qui si fa un po di musica, latino americana, ti piace? nn: Ohh! Si, adoro quei balli! Peccato che sono una frana!nn: Bebene! Allora resta ti farò da maestro!nn: Federicache ne pensi? Restiamo?nn: MaClaudia.io, non sapreinn: Ma, sidai, ok Manolo  è così che ti chiami vero?  deciso si restann: Splendido ragazze! Allora a più tardinn  n nnSABATO SERA.nn  nnClaudia indossava un vestito lungo, nero, con uno spacco vorticoso su una gambavelato a tratti fino a far vedere la pellecercava Manolo con gli occhinnFederica la seguiva incerta, un po goffajans attillaticamicia celeste apertascarpe da ginnasticannI suoi capelli brillavano alle luci della pistasembrava un gitanonnClaudia era affascinata, persa da quello sguardonn: Ciaovieni, ho preso un tavolino in quellangolo!nn: Ciaosi, certo.nnLo seguirono in silenzioattraversarono la pista piena di gente che stringeva i loro corpinnSi siedononn: Allora, Claudiadimmi cosa ti piace di più ballare?n: Maproprio non saprei! Sono tutti molto sensuali, sai mi ricordano quel filmaccidenti come si chiamava?nn: Manon ricordo, però ho capito! Lui e lei ballavano, era sensuale&#8230;era bellissimo i loro corpi danzavano unitiera una danza damore..nn: Si, si quello!nn: Ho capito! Vuoi provare quellebbrezza! Allora ti propongo un tangonn: Un tango? Ma sei matto? E chi lo sa fare?:n: Te devi solo seguirmilasciarti andare, porterò io il tuo corponn: E sia per il tango!nnFederica non può fare a meno di ridere!nn: Madimmi Manolocome sarebbe sesi, se sapessi ballaresenn: Meravigliosoe sai perché?forse perché un tango argentino ti mozzerebbe l&#8217;animanno perché ti farebbe sussultarennmentre ti stringo la vitanne il mio sguardo si perde nel cielo dei tuoi occhi,nnhai labbra piene e senti il sudore della pelle,nnla musica riempie l&#8217;animanne la mia ti accarezza, morbida e languida,nndolce e forte,nnmentre la melodia tinge di rosso ogni tuo gesto&#8230;nn  nnClaudia volteggiava, stretta al corpo di Manolo, lui sussurrava parolelei seguiva e si sentiva come sospesa da terrail profumo di Manolo le entrava fin dentroil suo petto batteva forte, scosso da brividi di piacerennManolo le stringeva la vita, muoveva le sue mani su e giù per il corpo di Claudia che si lasciava trasportare in una strana danza del ventresfiorava la coscia di lui, strofinandosi come una gatta in calore ma in perfetta armonia con la musicannManolo spinse la sua gamba fra le sue gambenn: Ti piace  sussurra piano nel suo orecchio  ti piace sentire il tuo corpo liberodesprimersi! Senti il mio ginocchio, scopre il caldo delle tue coscescopre i segreti del tuo piaceresentinnLa musica incalzavamolte persone si erano fermate nellosservare i due ballareClaudia e Manolo non si erano accorti di nulla, rapiti da quello strano incantesimo che li faceva volteggiare come sospesi in una bolla dariann: E meraviglioso! Manolo, si, continua a trasportare il mio corpo in questo strano orgasmo di sensi, di movimenti, è bellissimo! nMuoveva le anche cercando il contatto con il cazzo di luilo sentiva duro, fra le sue gambe, lo sentiva e lo desiderava ma poteva solo strofinarsiimmaginare.ed era bellissima quellimmaginazione e lui teneva quel corpo fra le sue mani, lo scuoteva, lo ascoltavalo desideravalo toccavann: Si, Claudia, è un orgasmoanche senza penetrazionesentirai il mio cazzo entrare in tesentisenti che ti desiderasi, e sento il tuo piacere bagnarmisento che la tua voglia cresceti bacio, il collo.giù con la schienasi, brava, cosìsfioro i tuoi seni e.le mie mani corrono sui tuoi fianchisi chinati ancoranè morbida la tua pelle! Giracosì!ecco, ora alzati.avvicinatimi senti, sono stretto a temi sentin: Si, ti sentoe ti desidero come non ho mai desiderato nessuno! E così irreale tutto! E un ballo che non finisce maiè un piacere senza finesentirti, volerti, non averti mafare esplodere tutti i sensie possederti con la mentecon il cuorecon il corpomasi, ti sentoaccidenti come ti sento, continua, gira, gira Manolo! Mi gira il mondomi sento volare, sentoti bacio, scopro nelle tue labbra un sapore dolcissimo, i tuoi capelli, schiaffeggiano il mio viso&#8230;dai Manolo, non ti fermareinsegnami a volare!nn  nnE la pista era diventata solo la loropassavano da una parte allaltra con lagilità di una farfalla, volteggiavano e la musica continuava senza sostaavevano abbassato tutte le luci, solo un faro girava sulla loro testa, seguendoli in quel ballo così diverso che stava affascinando tutti ma, no, gli altri non potevano vedere, non potevano sentire i gemiti di piacere di Claudia e Manolo che nel rincorrere i loro sensi davano libero sfogo a tutta la voglia che avevano dentro luno dellaltro!nnUn battito di mani improvvisola camicia di Manolo vola nel mezzo della pista.nnIl suo petto sudato, scuro, brillava alla luce del faro, i capelli neri bagnati quasi completamentennTiene Claudia per la manolontana, poi la tira a se, facendola girare su se stessail suo corpo si stringe forte a quello di Claudiann: Sei fantastico Manoloma, ci guardano tuttisiamo solo noi sulla pista! nn: Sisolo noi, i nostri sensiloro ci vedono solo ballare, mate lo sai, il nostro non è un ballo, è la nostra danza damore, il nostro accoppiamentoil nostro orgasmodai Claudia, continua a muoverti su di me, così,daiohhh, si, gira la testa, si brava, lasciati andare, lascia i tuoi piedi liberi di volaredai, si ti sentonnClaudia aveva perso ogni contatto con la realtàsentiva la musica scorrerle nelle vene, rimbombargli nel cervelloil suo corpo era tutto un fremitospingeva forte contro Manolo e il contatto con il suo cazzo leccitava da morire, il suo respiro, i suoi occhi, completamente immersa in un fantastico sogno in cui ogni sua molecola risentiva di uno strano vibrare, stava godendo trasportata dal bagliore della luce, della musica, fra applausi di persone che la osservavano e questo la eccitava ancora di più, stava raggiungendo un orgasmo fra decine di personegodeva e poteva gemere quanto voleva, senza trattenersiil suo piacere si mischiava alla musica e anche Manolo stava per giungere al suo orgasmo, prese la mano di lei e incominciò a strofinarsela sui pantaloni, con il braccio la stringeva sempre più forte, continuando a giraregirare senza sostae la mano di Claudia si bagna e si sente come se avesse raggiunto mille orgasminn  nnSi stringono forte, luno allaltrorallentano il loro vorticoso girarepiano, fin quasi a fermarsii loro occhi sono due farigocce di sudore nei loro visile mani stringono le maniapplausi e urla di Bravi fra la gentenn  nn: Sei stata fantastica!nn: Ohhh, Manolo, non avevo mai provato è stato meraviglioso, mai avrei pensato che un Tango potesse farmie si, godere così!nnClaudia bacia teneramente il viso di Manolonn  nnLa pista torna ad essere piena di gentennManolo e Claudia sono sedutimano nella manoFederica parla, parlaloro non lascoltanoi loro cuori battono ancora vicinii loro sguardi corrono ancora sulla pistasul loro lettosul loro amplesso.
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		<title>Ho 19 anni e prima&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Aug 2007 02:46:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[cogiendo Fetish
Ho 19 anni e prima dell&#8217;altra sera avevo avuto solo esperienze con ragazze grandi come me o poco meno. Non sono uno che rimorchia o un dongiovanni, ogni ragazza con cui sono stato è stata frutto di graduale e tradizionale avvicinamento&#8230;fino all&#8217;altra sera.nSabato notte: serata con gli amici, guido io, quindi non bevo. In [...]]]></description>
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<p>Ho 19 anni e prima dell&#8217;altra sera avevo avuto solo esperienze con ragazze grandi come me o poco meno. Non sono uno che rimorchia o un dongiovanni, ogni ragazza con cui sono stato è stata frutto di graduale e tradizionale avvicinamento&#8230;fino all&#8217;altra sera.nSabato notte: serata con gli amici, guido io, quindi non bevo. In un locale frequentato per lo più da universitari, dopo la classica birretta i miei amici, tutti calciatori, mi abbandonano causa partita la mattina seguente. La cosa è anomala ma siccome il campionato volge al termine, li ho lasciati andare. Rimasto solo e senza compagnia, penso ai fatti miei guardandomi intorno. Solite ragazze<a id="more-268"></a> in minigonna, soliti universitari fighetti con la felpa attorcigliata al collo, solita donna seduta da sola al tavolo&#8230;un attimo&#8230;di solito questo tipo di persone non viene da queste parti&#8230;La guardo: nella luce soffusa del faretto, sembra carina, ma tutt&#8217;altro che unanragazza. Ciò che mi colpisce di lei sono i lineamenti del volto, taglienti e sensuali, accentuati dall&#8217;espressione accigliata e dagli occhi fissi sul bicchiere mezzo pieno, fatto girare sul tavolo da due dita lunghe, senza anelli nè inutili accessori. D&#8217;un tratto solleva lo sguardo che si fissa nel mio. Essendo fondamentalmente timido, fingo di osservare lo schermo alla sua destra finchè lei non torna alla sua malinconica osservazione del bicchiere.nOra esamino il suo corpo: snella, seno modesto, belle gambe, un po&#8217; nascoste da pantaloni lunghi poco attillati. Una scarica elettrica mi scorre nel cervello: &#8220;Avvicinati e guarda cosa succede&#8221;. Senza pensarci, solo così per fare 4 chiacchiere, mi avvicino al tavolino e le chiedo &#8220;Buonasera: posso?&#8221;.nVisibilmente sorpresa, lei mi fa cenno con la testa di sì. Una voce nella testa mi dice che devo fare il simpatico: &#8220;Mi scusi l&#8217;impudenza&#8221; pronuncio con voce pomposa &#8220;ma l&#8217;ho vista sola e il mio dovere di cavaliere mi impone di tenerle compagnia&#8221;. Il suo viso si illumina di un sorriso e con voce vellutata mi dice &#8220;Non impedirei mai a un cavaliere di compiere il suondovere, ma prego, mi dica il suo nome&#8221; &#8220;Sir Andrea, ma per lei posso fare un&#8217;eccezione: mi chiami solo Andrea&#8221; &#8220;Ti chiamo Andrea solo se mi dai del tu&#8221; &#8220;Affare fatto&#8221;, le dico io. Dopo una breve presentazione, scopro che lei si chiama Cinzia, ha 34 anni e  lavora in ufficio, dove la mattina avevanavuto uno screzio con il suo capo&#8230;&#8221;Una vecchiaccia che non capisce niente&#8221;. Quando viene a sapere che sono in quinta liceo, un po&#8217; si meraviglia. &#8220;Ti facevo un po&#8217; più grande, sai?&#8221; &#8220;Strano, di solito succede il contrario&#8221;, ironizzo io, &#8220;ma dimmi, cosa ci fai in questo posto da sola a mezzanotte?&#8221; &#8220;Avevo voglia di uscire, ma non ho molte amicizie, e quelle che ho stasera non volevano uscire. Ho preso la macchina, ho guidato un po&#8217;, sono entrata qua, ho ordinato&#8230;mentre pensavo a tutto e niente sei arrivato tu a movimentarmi la serata&#8221;. &#8220;Beh, se ti dispiace, me ne vado&#8230;&#8221; dico io, facendo un po&#8217; il prezioso. Non so come comportarmi, ho paura di sembrarle uno stupido ragazzino&#8230;intanto spesso mi casca l&#8217;occhio sul suo seno di cui si intravedono i lineamenti attraverso la maglia, contribuendo ad accrescere il mio mascherato imbarazzo. &#8220;E chi ti manda via? Se esistono dei modi per divertirsi da soli, in due è meglio, no? Allora, dove mi porti?&#8221;. Preso in contropiede, penso a circa duecento posti dove portarla, mentre pago le nostre consumazioni e usciamo. &#8220;Preferisci una discoteca o un posto tranquillo dove si sente buona musica?&#8221; le chiedo, sperando nella secondanipotesi. &#8220;E&#8217; un po&#8217; che non vado a ballare. Ok, aggiudicata la discoteca.nFai strada, ti seguo&#8221;. In macchina, penso che quella donna mi attizza un sacco. Non ci siamo ancora toccati, ma in cuor mio spero che qualcosa succeda. Arrivati alla discoteca, mentre entriamo lei mi prende a braccetto sorridendomi. Ci scateniamo per un&#8217; oretta e mezza circa e ballando lei sinstruscia contro di me, facendomi eccitare moltissimo. Io non ce la faccio a reggere e mi avvicino al banco per bere qualcosa. Dopo un Havana, che scopro essere il suo cocktail preferito, lei ricomincia a ballare trascinandomi connsè, con movimenti sempre più provocatori. A me sembrava un messaggio abbastanza chiaro, ma avevo paura che fosse solo un bel gioco. Sul divanetto, stanchi e sudati, le dico, in tutta sincerità: &#8220;Neanche con la mia ragazza ho mai ballato così&#8230;bene&#8221; &#8220;Perchè, hai la ragazza?&#8221; &#8220;Mi ha lasciato un paio di mesi fa&#8230;&#8221;. Era vero. Lei prima mi aveva detto chenl&#8217;ultimo ragazzo che aveva avuto l&#8217;aveva lasciato 1 anno prima. &#8220;Ah, sì, &#8221; mi sussurra, avvicinandosi &#8220;e lei come ballava?&#8221; &#8220;Beh&#8230;&#8221; non faccio in tempo a finire che lei mi bacia sul collo: sento la sua lingua scorrerensulla pelle e tutto ciò mi provoca un piacere incredibile. nnQuando si stacca, alza lo sguardo e mi fissa. Dovevo avere una faccia allibita. &#8220;Che c&#8217;è, non si può?&#8221; fa lei, ammiccante. &#8220;No, anzi&#8230;hai fatto una delle cose che amo di più&#8221; &#8220;Mi piaci&#8221; dice lei. &#8220;E tu mi ecciti un casino&#8221; sputo io, stupidamente.nLei non perde tempo, mi sale in braccio e mi bacia sulla bocca, mentre i suoi seni premono contro il mio petto e la mia erezione diventa insostenibile. Lei si stacca e scivola verso il collo. Incredibile. Non capivo cosa mi stava succedendo, era una novità assoluta per me. Dopo un po&#8217;ndi &#8220;coccole&#8221;, usciamo che sono le 2.00 passate.Fuori dalla discoteca, lei mi bacia ancora. Io la abbraccio e le stringo le natiche. Sode, rotonde&#8230;sono partito con la testa. &#8220;Ti va di fare sesso con me o non te la senti?&#8221; mi precede lei bisbigliandomi all&#8217;orecchio. &#8220;Stavo per chiederti la stessancosa&#8230;&#8221;farfuglio io. &#8220;Ti porto a casa mia se vuoi&#8230;&#8221; aggiunge lei maliziosa. &#8220;Se voglio? Sali in macchina prima che mi arrabbi!&#8221;. Lei segue i miei ordini ridendo, e dopo qualche km di strada e un migliaio di pensieri increduli nella mia testa, eccoci arrivati. Saliamo le scale, entro in casansua. Mi dice che in realtà lì abitavano i suoi genitori ma adesso hanno traslocato e in attesa di venderla ci abita lei. Chissenefrega, vorrei risponderle, ma non voglio rovinare nulla. Si avvicina al divano, si siede, la affianco e ci baciamo. La tocco ovunque, non oppone resistenza. Si alza, si mette in piedi davanti a me, si toglie la maglia, rivelando il semplicenma delicato reggiseno bianco, che subito scompare facendo spazio a un seno sodo ed invitante, che stuzzica le mie fantasie. Ancora una volta mi stupisce gettandosi cavalcioni sulle mie ginocchia e strofinando i capezzoli sul mio viso. La mia lingua scorre avida su tutta la superficie di quellentette, mentre con le mani le sfilo i pantaloni. La difficile operazione da&#8217; i suoi frutti, mentre lei comincia a succhiarmi letteralmente il collo.nSento il tessuto delle mutandine sulle mie mani e mentre cerco di toglierle mi accorgo che la soffice peluria che sto sfiorando è leggermente umida.nIntanto lei mi toglie la camicia e mi bacia il torace. In preda alla più cieca eccitazione, mi stacco da quelle labbra e mi spoglio di tutto il resto, mentre lei mi segue per quel poco che le rimane. I ruoli si invertono: lei è stesa sul divano e io mi accingo a distendermi sopra di lei, ma la vista delle sue cosce mi induce a baciargliele e a scorrere lentamente all&#8217;insù, finchè attratto dal suo odore di femminilità comincio a suggerle la figa umida e a vibrare la lingua sul suo clitoride, mentre lei respira a fondo e mugugna aumentando il mio fervore. Non le voglio ancora dare nessuna soddisfazione, così proseguo la mia corsa attraverso il ventrene i capezzoli turgidi fino al collo e alla bocca, mentre lei già mi tasta il membro e  i testicoli con una mano e mi accarezza con l&#8217;altra. Durante un bacio appassionato, lei  mi dirige all&#8217;interno di sè e lentamente la penetro. Rovino tutto con un: &#8220;Senza preservativo!&#8221; che mi esce da quel pocondi razionalità rimastami, ma subito lei mi rassicura con un sussurro &#8220;Non preoccuparti&#8230;&#8221;. E&#8217; stato l&#8217;ultimo guizzo di lucidità da parte mia.nPompando con vigore, incitato dai suoi spasmi, le vengo dentro mentre lei mi cinge con un tenero abbraccio. Stupenda la pressione del suo seno ansante sul mio petto, mentre sento che mi rimane ancora forza&#8230;dopo una brevenpausa tenera di baci, lei vuole giocare&#8230;ricordo di averle anche detton&#8221;Sono tutt&#8217;altro che un esperto&#8230;&#8221; e della sua risposta &#8220;Esperti si diventa&#8221;&#8230;mentre si girava e cominciavo a prenderla da dietro, inginocchiato. Che goduria vedere il mio membro mentre la penetro, e il suonseno che dondola ritmicamente, mentre lei ansa e viene con un sospiro&#8230;Si alza ora, ed io sono confuso, lei mi sta guidando, fa ciò che vuole, ma lonfa con dolcezza ed estrema calma.Mi alzo anche io, lei è in piedi davanti a me&#8230;si gira e sculettando si dirige verso la camera da letto. I suoi glutei ondeggiano di fronte a me e la seguo inebetito. E&#8217; in piedi davanti al letto. Mi abbraccia, si lascia cadere sul letto ed io sopra di lei. Si divincola, si gira sotto di me&#8230;mi ritrovo le sue grandi labbra intrise deinnostri umori davanti alla mia bocca, mentre sento una calda ed umida pressione sul mio glande. Mi dò da fare con la lingua, non la controllo più, mentre sento profumi, rumori, sensazioni intense, calde&#8230; Il mio primo sessantanove&#8230;non lo scorderò mai&#8230;continuammo così per un bel po&#8217;, finchènnon ci trovammo l&#8217;uno accanto all&#8217;altra. Io stremato, lei che ancora mi cerca, mi accarezza, mi bacia. Inesauribile. Sono stanchissimo ma talmente eccitato che non chiudo quasi occhio. Non riesco a credere all&#8217;avventura che sta pian piano concretamente prendendo forma nel mio cervello. Tutto cosìnveloce, improvviso, nuovo, istintivo. C&#8217;è una donna accanto a me, una donna vera, molto più grande di me. Avrò dormito poco più di due ore. Mi sveglio indolenzito, umido. Lei mi bacia sulla bocca, mai ci fu risveglio migliore, invitandomi per un caffè in cucina. Trovo i miei vestiti (puliti?) accantonal letto, mi metto almeno le mutande, vado in bagno. Acqua fredda sul viso: è tutto vero. In cucina, lei mi guarda compiaciuta, di sottecchi. Io mi vergogno un po&#8217;, non so nemmeno perchè. &#8220;Stanco?&#8221; &#8220;Beh, non sono abituato&#8230;&#8221; è tutto ciò che riesco a formulare, scioccamente. Si siedensulle mie ginocchia. So già che sotto la vestaglia non porta nulla. Ho una violenta erezione. Lei non perde tempo. Si gira, getta la vestaglia, mi bacia, abbassa le mie mutande, e mi prende lì, sulla sedia, quasinviolentemente. Incredibilmente eccitato, la lascio muoversi su di me, sapore di caffè in bocca, profumo femminile nell&#8217;aria. Le vengo di nuovo dentro, mentre lei soddisfatta si accascia sulla mia spalla. Che meraviglia.nAbbracciati così, ancora l&#8217;uno dentro l&#8217;altra, assaporiamo quel momento. Ci coccoliamo. Purtroppo io ho i  tempi stretti, mi faccio una doccia, ma non so come lasciarla. Sento che potrei stare con lei un mese intero. Devo scappare. Il mondo mi crolla addosso, mentre ci scambiamo i numeri e scendo dalle sue scale in preda al panico, ma con il suo corpo ancora virtualmente a contatto col mio.nHo dovuto fare i salti mortali per convincere un amico a coprirmi, a dire ai miei che ero a dormire da lui, non potendo svelare la mia incredibile avventura.nMi sono visto altre due volte con Cinzia, ma non è il caso che le racconti ora.nE&#8217; proprio vero che l&#8217;esperienza insegna&#8230;
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		<title>La storia che vi sto&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jul 2007 14:30:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
	<category>Uncategorized</category>
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nnLa storia che vi sto per raccontare accadde allinizio dellestate di 6 o 7 anni fa. Non era un bel periodo della mia vita quello. Avevo ventiquattro anni e  stavo facendo il servizio militare e a causa di questo la mia ragazza mi aveva lasciato e avevo anche perso il lavoro. Ero a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://cezar.hostuju.cz/Latine.html">cezar Latine</a></p>
<p>nnLa storia che vi sto per raccontare accadde allinizio dellestate di 6 o 7 anni fa. Non era un bel periodo della mia vita quello. Avevo ventiquattro anni e  stavo facendo il servizio militare e a causa di questo la mia ragazza mi aveva lasciato e avevo anche perso il lavoro. Ero a casa in convalescenza per un piccolo intervento chirurgico. In quel periodo avevo iniziato a frequentare insieme agli amici di sempre altre persone sia ragazzi che ragazze, tra queste vi era Alessandra.nnAlessandra non era la ragazza che si può definire una top model ma era molto carina, ventanni bionda con gli occhi azzurri e un bel seno. Ho sempre subito il fascino delle bionde mi incuriosiva il sapere se anche nella loro intimità il colore era uguale ai capelli, e non ne facevo un mistero. Infatti a volte<a id="more-267"></a> mentre si scherzava dicevo sempre che dopo le more le castane e le rosse dovevo assolutamente provare un bionda per chiudere il quadrato. nnUna sera si era organizzato per andare alla inaugurazione di un pub allaperto e dopo cena passarono a prendermi a casa mia Mattia ed Alessandra, non stavano insieme erano solo vicini di casa. Mattia aveva più o meno i miei stessi problemi anche lui sotto le armi e anche lui mollato dalla donna. nnAndammo in questo pub insieme ad altre persone e la serata passò allegramente tra una risata e una birra ed unaltra ancora. nnAlla fine di una barzelletta divertentissima mentre tutti ridevamo Alessandra mi poggiò la  testa sulla spalla e mi disse che forse aveva bevuto troppo e che le girava la testa. Mi accompagni a fare quattro passi cosi mi passa?? mi chiese. Le dissi di si e ci incamminammo per il parco fuori dal pub poi ci sedemmo su una panchina, le chiesi se andava meglio e lei mi disse di si. Iniziammo a parlare del più e del meno e via via la conversazione si fece sempre più a doppio senso e sfruttando quella situazione provai a darle un bacio e lei non si tirò indietro. Pochi minuti dopo mi sentii chiamare da Mattia mi disse che stavano andando a ballare e se andavamo anche noi. Alessandra gli rispose che non si sentiva bene, che lei sarebbe rimasta ancora un po allaria aperta e io conclusi dicendo che le avrei fatto compagnia e che dopo lavrei riaccompagnata a casa. Mattia ci salutò e andò via. Rimanemmo per qualche minuto in assoluto silenzio poi ci fissammo negli occhi e iniziammo a ridere come due matti e subito dopo ci saltammo addosso reciprocamente. Mi resi conto però che quello non era il posto adatto e le proposi di andare in uno più tranquillo. nnPrendemmo la macchina e ci dirigemmo nel classico posto dove vanno tutte le coppie del mio paese. nnEbbi appena il tempo di parcheggiare che subito Alessandra mi saltò addosso. nnHo sempre adorato la Uno per i suoi sedili che con un niente vanno giù e la trasformano in una alcova perfetta. Le tolsi la camicetta ed il reggiseno ed iniziai a palpeggiarle e succhiarle avidamente il seno poi lei mi tolse la camicia e mi slaccio i pantaloni, me lo tirò fuori e inizio a succhiarmelo prima piano poi sempre più veloce. Le dissi di aspettare un attimo e le tolsi prima i pantaloni poi gli slip. Finalmente avevo davanti agli occhi il suo pube biondo, talmente biondo che sembrava depilata, era stupendo il contrasto tra i suoi peli e il rossore delle sue labbra. Affondai la lingua nel suo pube, lei inizio a gemere e contemporaneamente tornò a succhiarmi il pene, poi si tolse dalla mia bocca mi sdraiò sul sedile e lentamente se lo infilò dentro. Aveva un ritmo incredibile, alle mie spinte seguivano le sue controspinte accompagnate da gemiti sempre più affannati, poi alzò la testa iniziò a tremare e si buttò a peso morto sopra di me. Mi guardava esausta e contenta del suo orgasmo poi capendo che non poteva essere cosi egoista tornò a succhiarmelo e finalmente anche io ebbi il mio sacrosanto orgasmo, le riempii la bocca di seme e lei con gusto lo ingoiò. Ci riposammo per un pò fumammo un paio di sigarette e poi riprendemmo a fottere. Prima a smorzacandela, poi nella posizione classica del missionario e le sue varianti poi a pecorina. Li mi venne in mente che forse si sarebbe potuto fare di più. Alessandra senti.. le dissi che ne dici se te lo metto dietro???nnLa sua risposta fu cosi spontanea e cosi inaspettata che quasi venni al solo sentirla. Magari che aspetti???. Lentamente sfilai il pene ed infilai le mie dita nella sua vagina per prendere un po dei suoi umori per lubrificare lorifizio anale, lentamente appoggiai il glande ed iniziai a spingere lei si lasciò scappare qualche lamento allinizio poi iniziò a spingere anche lei e i lamenti diventarono dei piccoli gridi di dolore ma non si fermò. Appoggiò le mani sullo schienale del sedile posteriore per fare più forza e una volta entrato del tutto, incurante del dolore che provava, iniziò a pompare come prima. A me tirava un po e le dissi che era meglio se rallentava un attimo poi quando lo sfintere si era ormai abituato e dilatato iniziai a spingere io, le chiesi se le faceva male e lei mi disse che stava godendo da matti che il dolore non lo sentiva più. Eravamo entrambi un bagno di sudore, i vetri della macchina erano pieni di condensa. Prossimo allorgasmo mi sfilai e lei mi disse Maledetto perché ti sei tolto volevo sentire il tuo sperma dentro ma ormai ero fuori e mi mancavano pochissimi secondi per venire. Le dissi tutto dun fiato Vuoi sentire il mio sperma dentro di te???? e senza aspettare la sua risposta le presi la testa per i capelli e la portai verso il membro, lei capi apri la bocca ed accolse il mio orgasmo che fu impetuoso e lungo. Ormai sfiniti e fatta una certa ora mi disse che si era fatto tardi ed era meglio se andavamo. Fumammo unaltra sigaretta e laccompagnai a casa.nnIl giorno dopo, nel pomeriggio venne a  casa mia Mattia e mi disse che aveva gli inviti per linaugurazione di una discoteca sul mare. Prendemmo accordi e la sera andammo.nnDurante la serata Mattia come se nulla fosse mi disse con estrema tranquillità Lhai scopata ieri sera!!!!! ed io preso dal mio senso di cavalleria negai, lui invece con faccia furba e ridacchiante continuò ad affermare la sua tesi ed aggiunse Ieri sera verso le quattro sono passato sotto casa tua e la macchina in giardino non cera io mi misi a ridere ed a quel punto non potei più negare. Pure io disse Mattia. Come pure tu???nnSi, ieri sera prima di passare a casa tua le ho telefonato per prendere il caffè insieme dopo cena, mia madre non cera e cosi ..una sveltina cè scappatannNon ci credo gli dissi. Fidati ribadì lui Non è la prima volta che la scopo. Ci guardammo negli occhi per qualche secondo e insieme dicemmo Che gran puttana e iniziammo a ridere come due matti. A quel punto decidemmo che dovevamo assolutamente scoparla insieme.nnLa settimana successiva eravamo di nuovo tutti insieme a ballare e dissi a Mattia Si prova??? Lui annui con la testa e cosi verso la metà della serata andammo da Alessandra e le dicemmo che stavamo morendo di caldo (ed era vero visto che era la serata di chiusura della discoteca invernale) e che volevamo andare via. Rispose che anche lei stava morendo dal caldo e che andava bene se fossimo andati via.nnEravamo in macchina diretti verso casa, mancavano ormai pochi chilometri e la serata sarebbe sfumata via se non veniva fuori unidea. Lampo di genio Mattia qui si crepa dal caldo e mi andrebbe un buon caffè, dove stà un posto al fresco dove si può anche prendere un buon caffè????? Gli dissi  A questora è difficile che troviamo un bar aperto rispose lui. E se andassimo a casa tua in campagna??? dissi ancora io, Lassù in collina si stà una favola adesso. Per me va bene disse Mattia, Ale che fai vieni anche te o ti lasciamo a casa??nnRagazzi qui fa caldo di brutto e poi un caffè me lo bevo volentieri rispose lei.nnCi dirigemmo verso le colline dove Mattia ha un pezzo di terra con una casetta, dopo circa una mezzora arrivammo a destinazione.nnMetti su il caffè Ale?? Si ragazzi ci penso ionnEra caldo anche li. Fuori si stava bene ma dentro casa era caldissimo. Mi tolsi la camicia chiedendo scusa e facendo notare che la casa era un forno. Mattia mi assecondò e fece anche lui la stessa cosa dopo pochissimo.nnRagazzi avete ragione qui fa caldo davvero beati voi che vi potete mettere in libertà così facilmente, lo farei anche io disse Alessandra. Fallo le dicemmo quasi in coro io e Mattia, Ma mi vergogno un po disse lei. Guarda che non ci scandalizziamo mica, che vuoi che sia, facciamo finta che stai in costume anziché col reggiseno .nnIl problema è che non lo porto disse ridacchiando. Ridemmo anche noi.nnIl caffè sta uscendo il caffè Alessandra si diresse verso il cucinino e dopo pochi minuti tornò con il caffè, lo servì e noi lo bevemmo poi disse Ragazzi qui fa caldo ma nel cucinino si muore Me lo immagino disse Mattia. Ragazzi scusate ma io stò morendo di caldo, del resto cè la parità dei diritti no??? disse lei togliendosi via la polo  rimanendo a seno nudo e con la minigonna jeans. Io e Mattia iniziammo a scherzare sulla sua situazione di seminudità, e lei rideva con noi. Io dissi che per solidarietà verso di lei per pareggiare il suo imbarazzo ci saremmo dovuti togliere i pantaloni e cosi facemmo. Continuavamo a ridere e a scherzare. La situazione si stava riscaldando ma eravamo molto titubanti sul da farsi, del resto eravamo giovani e non avevamo molta esperienza. Poi sempre sulla scia dello scherzo feci notare ad Alessandra che la faccenda non stava proprio in parità visto che noi stavamo in mutande e con una mezza erezione in atto. E che dovrei fare??? ci disse Dovresti toglierti la gonna ribadì Mattia. Lei ci fissò seria e per un attimo credemmo di aver mandato tutto a puttane, ma poi sentimmo la zip della gonna che scorreva e dopo pochissimo la gonna giù in mezzo ai piedi di lei. Fatto disse con aria seriosa ma divertita allo stesso tempo. Poi fece molto lentamente un giro su se stessa e disse Come stò???nnIo devo andare al bagno disse Mattia e io e Alessandra iniziammo a prenderlo in giro dicendo che si andava a masturbare che non era abituato a certe situazioni. Appena la porta del bagno si chiuse mi avventai su Alessandra. Iniziammo a baciarci con una foga incredibile, poi lei mi disse Ti desidero. Questa frase aumentò in me leccitazione già grande per lo svolgersi della serata e per quello che speravo accadesse da li a poco. Ci sdraiammo per terra e tanta era la foga che le strappai via lo slip. Mi tirai su quel tanto che basta e glielo misi in bocca, iniziò a succhiare come solo lei sa fare, poi mi sentii allimprovviso la schiena pesante era Mattia che uscito dal bagno aveva iniziato a scoparla senza dire nulla. E dallaumento del ritmo della fellatio credo che la cosa le fu molto gradita. Ci spostammo dal pavimento al divano e ci scambiammo, io la scopavo e Mattia veniva succhiato. La cosa che mi ricordo più di tutte è la faccia di Mattia e non fu facile trattenere le risate. Poi la feci mettere a pecorina con le ginocchia per terra ed i gomiti sul divano ed iniziai a scoparla da dietro mentre a Mattia continuava ad essere succhiato il pene. Ricordandomi della settimana precedente passai subito senza indugi alla sua sodomizzazione sotto gli occhi increduli di Mattia. Gli dissi di sdraiarsi seduto sul divano e lui lo fece e mantenendo la penetrazione anale lentamente io ed Alessandra ci alzammo con non poche difficoltà e riuscimmo cosi a far penetrare Alessandra anche da Mattia. Lei era talmente eccitata che era difficile tenerla, gemeva e a volte gridava. Mattia disse che anche lui voleva farle il culo, cosi cambiammo posizione e fu di nuovo sandwich. Venne e fu cosi intenso che quasi si mise a piangere o almeno questa fu la nostra impressione. Si sfilò da noi si sdraiò sul divano e prese a masturbarsi ossessivamente. Io e Mattia allora a turno la scopammo al massimo delle nostre forze dandoci il cambio ogni paio di minuti ed era bellissimo vedere il volto di Alessandra sfigurato dal piacere. Stavo per venire e credo anche Mattia cosi facemmo mettere seduta Alessandra che a turno mentre succhiava uno masturbava laltro. Venimmo a distanza di pochi secondi luno dallaltro e irrorammo la bocca e il viso di Ale. Mattia andò in bagno a ricomporsi mentre io e Alessandra rimanemmo vicini sul divano senza dire una parola. Poi andammo in bagno insieme mentre Mattia provvedeva a risistemare la casa. Nel bagno la presi di nuovo la sistemai sopra un mobile e iniziai di nuovo a fotterla. Nel culo mettimelo nel culo mi disse ancora e cosi feci, sembravamo due cani in calore. Mattia bussò alla porta E tardi albeggia ragazzi dai. Glielo misi in bocca ma sapevo benissimo che prima di venire sarebbe passato un bel pò di tempo cosi mi gustai la fellatio con calma per qualche minuto poi dissi Dai Ale dobbiamo andare.nnTornammo a casa e nel viaggio di ritorno non parlammo quasi mai, arrivati a destinazione ci salutò dicendo Grazie della serata ragazzi è stata stupenda ciao alla prossima.nnIo e Mattia andammo a fare colazione e non parlammo di questa storia per giorni.nnLa mia convalescenza finì dopo pochi giorni da quella sera e tornai in caserma. Quando mi congedai rividi Alessandra che nel frattempo si era fidanzata con un tipo anche abbastanza stronzo, così ci perdemmo di vista. Poi mi fidanzai io poi si fidanzò Mattia. La sua storia finì qualche tempo fa di pari passo alla mia. Mattia invece si è sposato a settembre scorso.nnLa sera prima del suo matrimonio andai con altri amici a casa sua e cera anche Alessandra. Mi sedetti vicino a lei e lei mise la sua mano nella mia Quanto tempo è passato vero??? mi disse. Tenne la sua mano nella mia per tutta la sera poi mi chiese cosa avessimo organizzato per laddio al celibato. Praticamente nulla le dissi. Peccato a vederci prima avremmo potuto organizzargliela noi la festa mi disse strizzando locchio e stringendomi la mano.nnAlessandra Alessandra, non sei cambiata neanche un po. Io posso solo dire che una donna che scopa come te non lho mai più trovata. Che gran puttana che sei ma ti voglio bene lo stessonnn
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		<title>I miei occhi fissavano la&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jul 2007 06:26:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[cezar Latine
I miei occhi fissavano la corta divisa dellhostess, le cosce abbronzate e perfette facevano bella mostra, la tipetta si sentì osservata e si girò ammiccando, purtroppo già era stato dato lavviso dellatterraggio e così memorizzai il volto della ragazza, poteva tornare utile in un altro volo. nn&#62; nnGracchiò la voce nellaltoparlante, la temperatura era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://cezar.hostuju.cz/Latine.html">cezar Latine</a></p>
<p>I miei occhi fissavano la corta divisa dellhostess, le cosce abbronzate e perfette facevano bella mostra, la tipetta si sentì osservata e si girò ammiccando, purtroppo già era stato dato lavviso dellatterraggio e così memorizzai il volto della ragazza, poteva tornare utile in un altro volo. nn&gt; nnGracchiò la voce nellaltoparlante, la temperatura era molto elevata nonostante laria condizionata, e la camicia che avevo indosso me la sentivo come una seconda pelle, il tempo di ritirare le valigie e uscii fuori a cercare un fuoristrada blù, così mi era stato indicato, appena misi la testa fuori era lì, un enorme Land Rover nuovo e lucente, la carrozzeria rifletteva i raggi del sole come uno specchio, feci cenno ad un tizio che appoggiato ad un palo si godeva il fresco sfogliando LA SICILIA tenendo la sigaretta penzoloni, alla mia vista il tizio buttò via la cicca e riposto frettolosamente il quotidiano si avvicinò&#8230;&#8230;. nn&gt; nnAl mio cenno di assenzo mi tolse le valigie dalle mani sistemandole nel bagagliaio della capiente Jee<a id="more-266"></a>p. nn nn nn&gt; &#8230;&#8230;&#8230;.. nnCon la mente tornai a come era cominciato quel&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..lavoro, e si!, se tutto andava in porto avrei ricevuto come compenso abbastanza soldi da poterci comprare una villa al mare con piscina e un grosso fuoristrada, come quello su cui stavo viaggiando, fui tentato dal dirgli se me lo faceva guidare, ma abbandonai lidea. nnCirca un mese prima avevo ricevuto una e-mail con linvito di recarmi presso uno dei più importanti notai di Messina, dove avrei avuto conferma della vericidità di quanto era scritto, vi era accluso il numero, lessi il prefisso 090&#8230;&#8230;&#8230;..,senza nemmeno finire di leggere quanto stava scritto nelle-mail telefonai&#8230;&#8230;. nn&gt; nnSenza darle il tempo di terminare la frase riattaccai, qualcosa di concreto vi era, non si trattava del solito rompipalle che preso unindirizzo in rete ti invia cazzate di vario genere. nncontinuai a leggere le-mail che recitava così; nnGentile signore, a quanto ci risulta lei col nomignolo di Hantuan è parte facente di una lista erotica e lattività principale del vostr gruppo consiste nel parlare di sesso e di erotismo a 360 gradi, per cui avremmo in mente di invitarla ad una vacanza della durata di un mese in un castello in Sicilia, tutto spesato, compreso il viaggio, se resisterà per un mese senza abbandonare il luogo di villeggiatura avrà anche diritto ad una grossa ricompenza già depositata presso il notaio sopracitato, io rappresento di fatto una società cinematografica francese e siamo stati contattati da una Pay Tv italiana per realizzare un programma tipo Il grande fratello con la grande sorella , una sorta di Truman Show  destinato ad un pubblico adulto, logicamente oltre lei contatteremo gli altri partecipanti della lista, e se sarà raggiunto un numero sufficiente daremo il via a questa impresa che aprirà una strada nuova nel mondo delleros. nnIl programma che sarà a pagamento e riservato esclusivamente ad un publico adulto, conta già un buon numero di potenziali spettatori. nnAl suo arrivo al castello, oltre a lei e agli altri partecipanti della lista ad accogliervi vi sarà una coppia di colore essi provvederanno a tutto quanto vi necessita, prima di entrare nel castello vi saranno consegnate delle mascherine che, se volete le potrete indossare per tutelare la vostra privacy, in quanto il castello è disseminato di videocamere accese 24 ore su 24 che mandano tutto in regia, poi sarà il regista a decidere cosa mandare in onda, il tutto rigorosamente in diretta, se volete ritirarvi  dovrete dire ad alta voce: nnSTOP, MI VOGLIO RITIRARE, se lo farete, logicamente non riceverete alcun compenso. nnArrivammo davanti al castello, questi un antico manufatto in aperta campagna si erigeva in tutta la sua imponenza, non mancai ni notare lenorme parabola montata sulla torre, che sicuramente serviva a mandare il segnale. nnAppena la pesante porta si apri lautista deposti i miei bagagli a terra mise in moto e e ne andò. nn nnAd aprire la porta del maniero era stato un uomo di colore che indossava un frac nero con le code, dal volto simpatico che in un primo tempo scambiai per Eddy Murphi, al suo fianco una bella ragazza anchessa di colore con un vestitino che lasciava gran parte delle gambe scoperte ed evidenziava delle belle tette che sfidando la forza di gravità rimanevano alte, nonostante le  proporzioni. nn nnClap, clap, al solo suo battere le mani si avvicinarono due grossi cani Dalmata, nn nnsottolineò in modo allusivo la ragazza, nn nn nnLa ragazza mi aiutò ad indossare una mascherina, e presa una valigia in mano si incamminò, nn nnGli andai dietro Ollie intanto aveva preso il resto dei bagagli e ci seguiva insieme ai cani&#8230;.. nnEllie indossava una divisa da cameriera, se non erro due taglie più piccola, infatti mentre lei saliva le scale ebbi loccasiona di bearmi della vista di quei globi scuri, e potei accertarmi la totale assenza di biancheria, vedevo le sue scure chiappe dondolarsi dinanzi a me, lei si voltò per accertarsi che la stessi guardando, e una volta sinceratasi delleffetto ancheggiò di più, arrivata davanti ad una porta si fermò, e con la scusa di poggiare per terra la valigia si abbassò e inditreggiando appoggiò il suo culetto sul rigonfiamento dei miei pantaloni, accertatasi delleffetto che aveva avuto su di mè, appoggiò la valigia in un lato, entrò anche Ollie che una volta deposti i bagagli si eclissò. nnPrese il grosso guanto di crine che stava nel mobiletto sotto il lavandino e fissandomi gli versò sopra del bagnoschiuma, e sedendosi sul bordo della vasca e iniziò a frizionarmi la schena, con movimenti orbitali, lenti, come in un lento massaggio, poi mi chiese di alzarmi, si sfilò il guantoe presa una spugna iniziò a lavarmi le cosce, con una lentezza esasperante, muovendosi dalle caviglie sino a risalire alla schiena, non disdegnando di soffermarsi tra i miei glutei, debbo ammettere che la cosa mi eccitava, guardai nel grande specchio limmaggine del mio corpo riflessa e lerezione che le mani di quella splendida mulatta mi aveva provocato, il glande lucido con qualche gocciolina sopra mi fece ricordare i fiori al mattino carichi di rugiada, lasta turgida si muoveva ogni qualvolta Ellie si avvicinava di più al mio ano, sfiorando abilmente il perineo, sentii la spugna soffice insaponarmi i coglioni, distinto aprii le gambe, abbassai gli occhi e vidi la mano di Ellie che inpadronitasi del mio cazzo lo muoveva piano, avanti ed indietro, spingendo con il pollice le vene che incrociava nel cammino, faceva un pò male ma era molto stimolante, con lindice dellaltra mano, intanto mi lavorava lano e grazie alla schiuma non trovò resistenza, mi ritrovai ad essere sodomizzato da una donna, credevo si provasse dolore, ma fu solo una fitta che si trasformò in un dolce massaggio interno, così mi ritrovai a spruzzare il mio seme sul grande vetro, mentre lei si affrettava a raccogliere con la lingua i rivoli di bianco sperma che colavano, succhiava come una dannata, per dissetarsi dellultima goccia rimasta, vidi nello specchio le sue paffute guance scavarsi nella foga&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.. nn nnEllie si bloccò di colpo: nn&gt; nn&gt; nnE rivolgendosi allo specchio&#8230;&#8230;&#8230;. nnCiao Italia!!!! n  nnGentile signore, a quanto ci risulta lei col nomignolo di Hantuan è parte facente di una lista erotica e lattività principale del vostr gruppo consiste nel parlare di sesso e di erotismo a 360 gradi, per cui avremmo in mente di invitarla ad una vacanza della durata di un mese in un castello in Sicilia, tutto spesato, compreso il viaggio, se resisterà per un mese senza abbandonare il luogo di villeggiatura avrà anche diritto ad una grossa ricompenza già depositata presso il notaio sopracitato, io rappresento di fatto una società cinematografica francese e siamo stati contattati da una Pay Tv italiana per realizzare un programma tipo Il grande fratello con la grande sorella , una sorta di Truman Show  destinato ad un pubblico adulto, logicamente oltre lei contatteremo gli altri partecipanti della lista, e se sarà raggiunto un numero sufficiente daremo il via a questa impresa che aprirà una strada nuova nel mondo delleros. nnIl programma che sarà a pagamento e riservato esclusivamente ad un publico adulto, conta già un buon numero di potenziali spettatori. nnAl suo arrivo al castello, oltre a lei e agli altri partecipanti della lista ad accogliervi vi sarà una coppia di colore essi provvederanno a tutto quanto vi necessita, prima di entrare nel castello vi saranno consegnate delle mascherine che, se volete le potrete indossare per tutelare la vostra privacy, in quanto il castello è disseminato di videocamere accese 24 ore su 24 che mandano tutto in regia, poi sarà il regista a decidere cosa mandare in onda, il tutto rigorosamente in diretta, se volete ritirarvi  dovrete dire ad alta voce: nnSTOP, MI VOGLIO RITIRARE, se lo farete, logicamente non riceverete alcun compenso. nnArrivammo davanti al castello, questi un antico manufatto in aperta campagna si erigeva in tutta la sua imponenza, non mancai ni notare lenorme parabola montata sulla torre, che sicuramente serviva a mandare il segnale. nnAppena la pesante porta si apri lautista deposti i miei bagagli a terra mise in moto e e ne andò. nn nnAd aprire la porta del maniero era stato un uomo di colore che indossava un frac nero con le code, dal volto simpatico che in un primo tempo scambiai per Eddy Murphi, al suo fianco una bella ragazza anchessa di colore con un vestitino che lasciava gran parte delle gambe scoperte ed evidenziava delle belle tette che sfidando la forza di gravità rimanevano alte, nonostante le  proporzioni. nn nnClap, clap, al solo suo battere le mani si avvicinarono due grossi cani Dalmata, nn nnsottolineò in modo allusivo la ragazza, nn nn nnLa ragazza mi aiutò ad indossare una mascherina, e presa una valigia in mano si incamminò, nn nnGli andai dietro Ollie intanto aveva preso il resto dei bagagli e ci seguiva insieme ai cani&#8230;.. nnEllie indossava una divisa da cameriera, se non erro due taglie più piccola, infatti mentre lei saliva le scale ebbi loccasiona di bearmi della vista di quei globi scuri, e potei accertarmi la totale assenza di biancheria, vedevo le sue scure chiappe dondolarsi dinanzi a me, lei si voltò per accertarsi che la stessi guardando, e una volta sinceratasi delleffetto ancheggiò di più, arrivata davanti ad una porta si fermò, e con la scusa di poggiare per terra la valigia si abbassò e inditreggiando appoggiò il suo culetto sul rigonfiamento dei miei pantaloni, accertatasi delleffetto che aveva avuto su di mè, appoggiò la valigia in un lato, entrò anche Ollie che una volta deposti i bagagli si eclissò. nn nn nn&gt; nnPrese il grosso guanto di crine che stava nel mobiletto sotto il lavandino e fissandomi gli versò sopra del bagnoschiuma, e sedendosi sul bordo della vasca e iniziò a frizionarmi la schena, con movimenti orbitali, lenti, come in un lento massaggio, poi mi chiese di alzarmi, si sfilò il guantoe presa una spugna iniziò a lavarmi le cosce, con una lentezza esasperante, muovendosi dalle caviglie sino a risalire alla schiena, non disdegnando di soffermarsi tra i miei glutei, debbo ammettere che la cosa mi eccitava, guardai nel grande specchio limmaggine del mio corpo riflessa e lerezione che le mani di quella splendida mulatta mi aveva provocato, il glande lucido con qualche gocciolina sopra mi fece ricordare i fiori al mattino carichi di rugiada, lasta turgida si muoveva ogni qualvolta Ellie si avvicinava di più al mio ano, sfiorando abilmente il perineo, sentii la spugna soffice insaponarmi i coglioni, distinto aprii le gambe, abbassai gli occhi e vidi la mano di Ellie che inpadronitasi del mio cazzo lo muoveva piano, avanti ed indietro, spingendo con il pollice le vene che incrociava nel cammino, faceva un pò male ma era molto stimolante, con lindice dellaltra mano, intanto mi lavorava lano e grazie alla schiuma non trovò resistenza, mi ritrovai ad essere sodomizzato da una donna, credevo si provasse dolore, ma fu solo una fitta che si trasformò in un dolce massaggio interno, così mi ritrovai a spruzzare il mio seme sul grande vetro, mentre lei si affrettava a raccogliere con la lingua i rivoli di bianco sperma che colavano, succhiava come una dannata, per dissetarsi dellultima goccia rimasta, vidi nello specchio le sue paffute guance scavarsi nella foga&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.. nn nnEllie si bloccò di colpo: nn&gt; nn&gt; nnE rivolgendosi allo specchio&#8230;&#8230;&#8230;. nnCiao Italia!!!! n
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		<title>Lisa lavorava come archeologa ricercatrice&#8230;</title>
		<link>http://inculate.blogger-it.com/264-lisa-lavorava-come-archeologa-ricercatrice-5</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Jul 2007 15:03:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[cogiendo Sborrate
Lisa lavorava come archeologa ricercatrice presso l università di Venezia nella facoltà di archeologia . Il suo lavoro consisteva nel catalogare i vari reperti e a volte li ricercava lei stessa . Stava lavorando nella catalogazione di alcuni manoscritti reperiti in un vecchio palazzo , manoscritti che a prima vista sembravano essere datati ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://xoomer.alice.it/cogiendo/Sborrate.html">cogiendo Sborrate</a></p>
<p>Lisa lavorava come archeologa ricercatrice presso l università di Venezia nella facoltà di archeologia . Il suo lavoro consisteva nel catalogare i vari reperti e a volte li ricercava lei stessa . Stava lavorando nella catalogazione di alcuni manoscritti reperiti in un vecchio palazzo , manoscritti che a prima vista sembravano essere datati ai tempi di Marco Polo , quando i veneziani attraversavano l Asia alla ricerca di merce da commerciare . Il manoscritto parlava di un tempio in cui era custodito un libro preziosissimo , custodito gelosamente da un casta di monaci , che aveva la facoltà di sovvertire il senso del tempo .Vi erano mappe che sembravano portare in una zona della Birmania .  L autore del manoscritto non era molto chiaro , ma a suo dire chi aveva a che fare col libro avrebbe tratto esperienze indelebili .nnDi fronte alla lettura di questo manoscritto Lisa si incuriosì . Ogni tanto , riusciva ad organizzare delle spedizioni , finanziate da un vecchio conte , suo mecenate , il quale esigeva in cambio i diritti d autore su eventuali documentari o libri redatti<a id="more-264"></a> dopo le spedizioni . Decise che voleva vederci chiaro  e quindi andò dal Conte . In breve tempo ottenne un cospicuo finanziamento e si mise ad organizzare il viaggio .nnLa zona era nella Birmania occidentale , vicino ai confini tra la Tailandia. Ottenuti i necessari visti partì . Da ulteriori ricerche fatte individuò un tempio che a suo modo di vedere doveva essere il luogo cercato , anche perché era custodito da un antichissima casta di monaci che in lingua del posto erano detti  i custodi del tempo  .nnArrivò sul posto in un giorno di ottobre , quando ormai i monsoni erano placati , sotto una leggera pioggia che rendeva l aria  ancora più afosa . Dall aeroporto partì a cavallo con i suoi accompagnatori locali attraverso  piste che la condussero, dopo molti giorni di viaggio , su un altopiano pieno di vegetazione , una zona densa di monasteri e templi . Arrivò di sera al villaggio dove doveva esservi il tempio che custodiva il prezioso libro . Aveva notato durante tutta la giornata che le sue guide la avevano osservata a lungo , a volte ridevano e a volte avevano sguardi preoccupati . Lei aveva comunque capito che doveva stare attenta a certi personaggi . Si fece ospitare da un anziana donna in una capanna del villaggio , capanna in cui poté scaricare i suoi bagagli e finalmente godersi un meritato sonno ristoratore .nnL indomani all alba , alzandosi scoprì che le sue guide erano fuggite , lasciandola sola . Preso atto di questo decise che poteva continuare da sola . chiese alla anziana donna di indicargli la strada per quel tempio , e chiarito ciò si mise a cavallo e si addentrò sulla collina che ospitava il tempio .nnDopo  un ora di cavalcata nella umidissima foresta arrivò al tempio . Con sua sorpresa non vide nessuno . Il tempio era stupendo , adornato di statue coperte d oro , bianchi pinnacoli si innalzavano al cielo e l impressione era di un luogo religiosamente custodito in perfetto ordine .nnLisa indossava un completo composto da pantaloncini corti da esploratore e giacca sahariana color sabbia , aveva ai piedi le sue inseparabili scarpe da ginnastica bianche e dato il caldo non indossava biancheria intima . Sulla testa aveva un kepì modello   legione straniera  che la aveva sempre accompagnata nelle sue esplorazioni nei climi tropicali .  grondante di sudore arrivò alla porta del tempio che era aperta . Li si tolse il cappello e si asciugò la fronte dal sudore . Come desiderava essere nella sua camera d albergo per un bagno ristoratore .  Incuriosita dalla porta spalancata vi entrò . Il sole fuori era accecante e quando entrò nel luogo buio non vide nella a causa del cambio di luce . Vi si addentrò , guidata da un intenso profumo di incenso che impregnava laria fresca dell interno del tempio . Fece diversi passi prima che i suoi occhi si abituassero all oscurità del luogo e passo dopo passo le immagini si facevano nitide . Andò avanti fino che giunse in una sala grande . Davanti a lei vide un grande altare , tutto circondato da centinaia di grossi ceri accesi . Sull altare vide un libro aperto . Vi si avvicinò e quando vi giunse innanzi vide che dietro l altare vi era un monaco che la osservava . Era un uomo di mezza età , vestito con una tunica arancio , i capelli rasati , bellissimo ,un tipico monaco di quei posti . Il suo sguardo le fece capire che sembrava che lui la stesse aspettando e che già sapesse tutto del motivo per cui lei era lì . Nel silenzio si sentivano solo i passi di lei . Lei aveva in mano il suo cappello ed era visibilmente accaldata . Il monaco continuava ad osservarla e con un gesto della mano le indicò una grande vasca di pietra nell angolo della stanza , alla qual arrivava acqua da una sorgente che sgorgava dalla parete della stanza , che era di roccia . Lai capì che lui la stava invitando a fare un bagno , così lei si avvicinò a quella grande fontana  e nel silenzio appoggiò il suo cappello per terra , si sbottonò la camicetta e lasciò cadere i pantaloncini . Con un gesto rapido si slacciò le scarpe e rimase completamente nuda . Dando la schiena al monaco si immerse nella vasca provando una incredibile sensazione di ristoro . Lui osservò con cura tutti i movimenti di lei che rimase diverso tempo in acqua con la testa rivolta a lui in attesa di coglierne un cenno . Dopo un po il monaco fece un gesto con la mano di invito ad uscire da quel bagno . Lei uscì . si rimise i vestiti e le sue inseparabili  scarpe e ad un cenno del monaco si avvicinò all altare . Attorno le candele continuavano a bruciare , con impercettibili vibrazioni delle fiammelle , attorno vi era un fortissimo odore di incenso . Lui le fece un cenno di stendersi sullaltare e lei vi si sdraiò .Non servivano le parole , ad ogni cenno del monaco lei sembrava capire precisamente quello che lui la stava spingendo a fare . La pietra su cui si sdraiò era fredda , ma in un istante questa sensazione svaniva , coperta dal calore della sua pelle . Lui le si avvicinò e lei sentì una sensazione di pace e chiuse gli occhi . con gli occhi socchiusi intravedeva il monaco accanto a lei che con delicatissimi movimenti le slacciava la sahariana e le toglieva i pantaloncini .Era rimasta nuda , il monaco le aveva lasciato solo le scarpe da ginnastica . Sulla sua pelle le gocce dacqua del bagno che aveva appena fatto . Con delicati movimenti il monaco iniziò ad esplorare il suo corpo nelle sue parti più intime .Intorno a loro il silenzio . il fumo delle candele e il profumo di incenso . Quando con la mano arrivò sulla sua vagina lei ebbe una contrazione sentendo quelle dita che la esploravano , ma si lasciò subito andare permettendo al monaco di toccarla . Le sue carezze la percorrevano su tutto il corpo e lei sentiva di perdere dolcemente il controllo , per salire ad uno stato di estasi . Il suo corpo fremeva dal desiderio di essere posseduta, di abbandonarsi completamente in balia di quello sconosciuto . Lui  si spostò sul lato dellaltare dove vi erano i piedi di Lisa . Dolcemente prese i piedi di Lisa con le mani e aprì le sue gambe .Lei si lasciò guidare in questa posizione e rimase con le gambe completamente divaricate. Lui continuava ad accarezzarla , lei aveva la sensazione che un flusso di calda energia percorresse il suo corpo . Il monaco le slacciò le scarpe e le denudò i bianchi piedini e tenendo le scarpe nelle due mani iniziò a massaggiare Lisa prima sui polpacci poi sulle coscie in un inesorabile avvicinamento al sesso di lei . Lei vide questo e presa dal piacere chiuse gli occhi e inclinò la testa all indietro . La sua passione per le scarpe da ginnastica era totale e capendo che il monaco sapeva di questo sia abbandonò al puro piacere dei suoi pensieri . Davanti ai suoi occhi scorrevano immagini di scarpe da ginnastica , di tutti i colori e forme gli sembrava di nuotare in un mare di scarpe , pensò alle scarpe che aveva da bambina , a tutte le volte che si era masturbata con le sue scarpe , ai profumi dei materiali , ai colori . La sua eccitazione stava salendo , sentì il monaco che con le mani infilate nelle scarpe le strofinava sulle sue labbra  ormai aperte nell attesa di accogliere le scarpe . Il movimento di lui era ormai come un onda che nel suo costante moto la travolgeva . Era ormai eccitatissima , il suo frutto era completamente bagnato e desideroso di essere penetrato . LA sua pelle era ormai in un lago di sudore , il desiderio era lancinante . Sentì che il monaco la penetrava e provò un orgasmo misto ad una sensazione di dolore , il monaco continuava a violarla con la scarpa e lei con gli occhi socchiusi provava nuovamente  piacere e poi dolore e così per ogni movimento che lui faceva lei provava intensi brividi di piacere e di dolore assieme .Lei ebbe diversi orgasmi . Ormai non riusciva più a distinguere il piacere dal dolore di quella cosa gigantesca che la stava penetrando .I suoi gemiti di piacere rimbombavano nella  la stanza , generando echi che amplificavano la sensazione di piacere che lei provava . Sfinita da delle sensazioni così intense aprì gli occhi e vide la sua scarpa quasi completamente affondata dentro la sua vagina . Capì che la cosa che la aveva così intensamente penetrata era la sua amatissima scarpa e di questo provò gioia.n nIl monaco stava in ginocchio tra le sue gambe ed era anchegli completamente nudo . Lui le tolse la scarpa dalla vagina e la avvicinò al viso di Lisa .Era completamente bagnata degli umori di Lisa e lei si mise  a leccarla  con avidità . Lui a questo punto si sdraiò sopra di lei , le infilò il suo fallo nella vagina e si mise a  penetrarla intensamente . Lei ad ogni colpo che lui le vibrava si leccava con maggior  intensità la scarpa per godere al massimo di quei sublimi momenti . Prima di venire lui estrasse il suo pene , quando lei capì questo aprì gli occhi e si vide davanti al viso il glande del monaco . In un istante lo prese in bocca e come lei lo cinse con le sue labbra lui venne . Lisa bevve tutto quel nettare che sgorgava da quel durissimo frutto . sentiva l odore dello sperma misto a quello dei suoi umori ed entrambi si misero a leccare quella scarpa da ginnastica che li aveva uniti .nnSfinita al piacere chiuse gli occhi e si abbandonò al sonno .nnQuando si svegliò si sedette sull altare : il monaco era sparito , il libro non c era più e dei ceri non rimaneva che alcuni moccoli fumanti . Accanto a lei le sue scarpe .. nnScese da quella posizione e si avvicinò alla vasca . Si sciacquò la vagina ancora completamente aperta  e il viso . si rivestì , raccolse il cappello e si diresse all uscio del tempio .nnArrivata sulla porta guardò all orizzonte . Il sole era basso e di colore arancione , il cielo era di porpora . Era già sera  .Da lì si vedeva in basso tutta la vallata , i tetti dei templi affioravano dalla intensa vegetazione e la valle ne era piena .  Si rimise il cappello e si affrettò al cavallo per tornare al villaggio .nnSull aereo che la portava a casa pensò al libro di cui era andata in cerca . Forse quel giorno valeva più del tempo di un intera vita , forse in un secondo si provano emozioni lunghissime . Forse un giorno passato così diventa eterno . Poche ore possono essere il momento più importante e bello di una vita .  Mise la mano in tasca e guardando dal finestrino dell aereo le nuvole strinse quei granelli di incenso che aveva raccolto nel tempio ..
</p>
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		<title>Felice Felice &#62;Una frase scritta&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jul 2007 06:52:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[cogiendo Sborrate
Felice Felice &#62;Una frase scritta dietro una foto strappata.  Era questa l&#8217;immagine che appariva a brandelli nella foto che li ritraeva insieme. Un&#8217;immagine felice. L&#8217;aveva strappata ed ora si era pentito e tentava di rincollare parte del loro amore. Ma dai frammenti della foto, dai quei piccoli ritagli strappati uscivano colori a brandelli, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://xoomer.alice.it/cogiendo/Sborrate.html">cogiendo Sborrate</a></p>
<p>Felice Felice &gt;Una frase scritta dietro una foto strappata.  Era questa l&#8217;immagine che appariva a brandelli nella foto che li ritraeva insieme. Un&#8217;immagine felice. L&#8217;aveva strappata ed ora si era pentito e tentava di rincollare parte del loro amore. Ma dai frammenti della foto, dai quei piccoli ritagli strappati uscivano colori a brandelli, frammenti di volti e solo ricordi amari. Ricordava tutto di quel momento. Con un gesto delle mani avvicinava le labbra alla sua bocca. Un tenero bacio per suggellare il suo amarla. Lei chiuse gli occhi lasciando che la sua lingua esplorasse la sua bocca delicatamente, succhiasse la sua saliva. L&#8217;aveva desiderata cosi&#8217; tanto, dapprima se ne era infatuato solo fisicamente, voleva possederla, poi piano piano aveva cominciato a non poter piu&#8217; fare a meno di starle vicino. Non aveva piu&#8217; bisogno di alleviare la propria solitudine con un nuovo amore, voleva stare solo accanto a lei. nnPer un attimo gli sembro&#8217; di sentire di nuovo il calore del sole colpirgli il viso, e vide le sue mani che adagiavano il corpo di Giulia sull&#8217;erba. Il primo picnic insieme. Le nuvole leggere, soffici carezze nel cielo azzurro, le colline ricoperte di ver<a id="more-265"></a>de, l&#8217;aria frizzante sono state il loro nido. Una brezza primaverile portava l&#8217;odore degli alberi in fiore, piccoli petali volavano nell&#8217;aria cadendo sull&#8217;erba. Assomigliavano a tanti cuori perduti. L&#8217;erba odorosa sembrava un mare verde che rifletteva la luce dei fiori multicolori. Papaveri, ginestre e margherite coloravano l&#8217;aria. nnTutti i  pensieri di lei divennero trasparenti. Poteva leggere il suo amore negli occhi mentre sentiva nelle sue mani la voglia di fare l&#8217;amore. La voleva. Poteva quasi leggersi l&#8217;anima dentro. L&#8217;anima di un uomo che non ha paura della felicita&#8217;. La gioia di essere felice, felice anche solo per un momento. Come i bambini sono felici quando scoprono un nuovo gioco della vita e i loro occhi si illuminano, cosi&#8217; Michele aveva il volto illuminato dal desiderio, non aveva paura di perdersi nell&#8217;amore.. I corpi erano riscaldati dal sole mentre la brezza sollevava i vestiti che tolti nel fervore dell&#8217;amore scivolavano di dosso leggeri.  e si sentiva da dentro, sentiva la sua bocca cercare di succhiarle il seno,  mentre con la mano scostava le spalline del reggiseno liberandolo e sentiva le mani di Giulia aggrapparsi alla sua schiena. Il suo gesto di tenerlo stretto. Sentiva le sue mani calde sopra il corpo di lei. nn nnIl corpo era li&#8217; con lei ma la mente vagava le strade dei ricordi. Dove va l&#8217;amore quando finisce? nnEra questa la sua paura. La paura che tutto l&#8217;amore potesse finire cosi&#8217; all&#8217;improvviso, la paura di ritrovarsi improvvisamente di nuovo solo con se stesso. Il dolore non e&#8217; per chi se ne e&#8217; andato ma per chi non e&#8217; mai arrivato. Come accadeva ora nella foto strappata. Due frammenti di persone divise dalla vita e da un gesto rabbioso. Senza amore.  Solo immobile carta. Solo occhi e bocche e paesaggi strappati, lacerati in un sol colpo. Cercava di chiudere gli occhi alla memoria ma il pensiero che un amore potesse finire di nuovo lo faceva sentire come un ape che sceglie un pistillo qualsiasi per nutrirsi volando alla cieca. Provava  un estremo bisogno d&#8217;amore, come se gli mancasse il ricordo di un oggetto perduto, perche&#8217; batteva cosi&#8217; forte il suo cuore in quel momento accanto a lei? E&#8217; come se ogni amore ci lasciasse dentro un&#8217;impronta, l&#8217;impronta delle sensazioni mentre il dolore della fine di un amore si trasforma in rammarico. E&#8217; come cercare di racchiudere il sole dentro il palmo della mano, il raggio morirebbe lasciando solo buio. Temeva di lasciare dentro di lei solo un&#8217;impronta invisibile, effimera come quella lasciata sulla spiaggia bagnata, svanisce con la prima onda insieme al ricordo di chi l&#8217;ha lasciata. E Michele voleva sperare di poter essere felice felice, voleva imprimere dentro Giulia un&#8217;impronta incisa nel cuore. Voleva e sperava. Ma la foto strappata rivelata tutt&#8217;altro. n nnRivelava quello che era stato il volto di Giulia: sorridente con gli occhi socchiusi per il sole che le colpiva il viso, i capelli rossi mossi dal vento, la mano destra che sorreggeva il buffo cappelletto che il vento le stava portando via, la bocca socchiusa in un piccolo grido di sorpresa e la mano sinistra sollevata per salutarlo. Possibile che gia&#8217; allora presagisse la fine del loro amore? No! nnErano solo fantasie di quel momento. Era come se lei dovesse essere qualcosa che gia&#8217; conosceva, provava per lei una sensazione vaga di ritrovamento, come se fosse stata l&#8217;unione di tutti i suoi amori. E di nuovo cerco&#8217; di rincollare i brandelli della foto per recuperare ancora, per qualche attimo, la felicita&#8217; di quel giorno. nnDi nuovo senti&#8217; le sue risate per l&#8217;erba che le pungeva le cosce e la vide strofinarsi il naso con le dita per togliere il polline che le era penetrato dentro. Anche sui capelli si erano incastrati piccoli fiorellini bianchi che Michele le tolse accarezzandole le ciocche. Giulia piego&#8217; il collo per accogliere i suoi baci. E Michele chiuse gli occhi per ricordare. Fu lei ad insegnargli il significato dei gesti, dei sussurri e degli odori. E le sue mani si muovevano nell&#8217;aria prese dai fantasmi di un tempo, per accarezzare il collo di Giulia, per passare la lingua dietro le sue orecchie, per sentire il suo odore. nnErano cosi&#8217; abili le mani a togliere i vestiti, ad accarezzare il corpo. Gli sembrava di percepire sotto i polpastrelli delle dita ogni più piccola asperità del corpo di Giulia, le curve dei fianchi, il piccolo neo vicino all&#8217;inguine, la cicatrice di una bruciatura, la peluria delle braccia, le rughe d&#8217;espressione del viso, i riccioli scomposti, il ventre ondeggiare per respirare Si sentiva posseduto da lei come una malattia che non si riesce a contrastare. Piu&#8217; cercava la cura all&#8217;amore e piu&#8217; la desiderava. Il corpo, l&#8217;amore e la morte erano ora un&#8217;unica cosa: lei poteva farlo vivere amandolo o uccidere l&#8217;amore. Solo Giulia doveva essere il &#8220;tu&#8221; della sua vita, la sua vertigine del cuore. nn  nn un colpo di vento fece cadere dalla scrivania gli ultimi frammenti di un amore.nnScritto il: 5/6/2001 nn  nn  nnLa passione seduce e spaventa e&#8217; una forza ambivalente il cui conflitto e&#8217; un elemento vitale. In essa si confondono e alternano elementi di padronanza e di tenerezza, desideri di dominio e capacita&#8217; di comprendere l&#8217;oggetto d&#8217;amore. La passione e&#8217; una specie di malattia che ci pervade senza poterla contrastare. La passione e&#8217; una sorta di itinerario delle fantasie erotiche che vengono esplorate senza inibizioni fino a quando si giunge ad un punto di non ritorno: la noia, di assenza di desiderio e complicita&#8217;. (anna Salvo - psicoterapeuta) nn  nnIl  potere e la signoria sull&#8217;altro hanno come prezzo l&#8217;ammissione dell&#8217;incapacita&#8217; di entrare in relazione, di amare e di odiare &#8220;davvero&#8221; l&#8217;oggetto d&#8217;amore. L&#8217;immobilizzazione e l&#8217;imprigionamento della persona amata finiscono col dimostrare l&#8217;assunto piu&#8217; doloroso: la paura degli affetti
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		<title>Tornando sul tema delle spiagge&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jul 2007 11:51:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[rohkea Maturi
Tornando sul tema delle spiagge &#8220;particolari&#8221;:  nnQualche anno addietro su una di queste spiagge si vedeva una donna abbastanza piacente che si avvicinava gradualmente alla zona calda, in parole povere non si metteva tra i nudisti, ma in un punto laterale in modo da poterli osservare tranquillamente senza esporsi. nnEra molto bella nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://rohkea.hostuju.cz/Maturi.html">rohkea Maturi</a></p>
<p>Tornando sul tema delle spiagge &#8220;particolari&#8221;:  nnQualche anno addietro su una di queste spiagge si vedeva una donna abbastanza piacente che si avvicinava gradualmente alla zona calda, in parole povere non si metteva tra i nudisti, ma in un punto laterale in modo da poterli osservare tranquillamente senza esporsi. nnEra molto bella nella sua semplicità, trentotto anni circa, non molto alta, pienotta ma non grassa, vestiva in un modo sobrio e curato, unica curiosità un fermacapelli con una coccinella di cui non si separava mai.  nnIntanto che trascorrevano i giorni i suoi costumi diventavano gradatamente più audaci, la distanza che la separava dai corpi esposti con molta malizia diminuiva e le sue occhiate verso <a id="more-262"></a>gli attributi sessuali diventavano sempre più languide e lussuriose. nnAlle volte era in compagnia di un uomo, forse era il suo giovane amante, dimostrava circa diciotto anni. nnQuella volta non mi avvicinai più di tanto alla zona &#8220;calda&#8221; vi erano poche persone, inoltre data la presenza di molti scogli con il mare agitato non è consigliabile fare il bagno. nnScelsi di fermarmi prima, la spiaggia era deserta così feci prendere un po di sole anche al mio amico, e tolto il costume mi distesi. nnDopo un po arrivò anche lei sempre con il giovane accompagnatore, si sistemò poco distante da me, vicino ad un punto dove gli scogli formano una piccola e comoda insenatura denominata &#8220;Piscina di Venere&#8221;, nn  nnL&#8217;anno precedente vi ero stato con Claudia, l&#8217;acqua era poco profonda, circa sessanta centimetri e si poteva fare attività ludica &#8220;Giochi bagnati&#8221;.  nnToltosi il reggiseno rimase in topless, era molto provocante, le sue tette chiare contrastavano con il corpo abbronzato. nnCercando di distogliere i miei pensieri presi a leggere un libro poliziesco, nnSino a quando sentii la voce concitata del giovane chiamarmi, nnSignore, signore venga presto ci aiuti, per favore&#8230;&#8230;&#8230; nnMi alzai di scatto non badando alla mia nudità, nnIl suo culo bianco catalizzò la mia attenzione, mentre lei veniva sballottolata tra gli scogli dalla furia delle onde, finendo con il volto in acqua, nnCercai di alzarla prendendola dai fianchi, così facendo l&#8217;attirai verso di me, nnRiuscendo ad alzarla un poco, la sentii tossire, nnIl mio cazzo si trovò a contatto con il suo culo, nnSembrava che la stessi fottendo alla pecorina, nnSi voltò e mi sorrise maliziosamente, alzai lo sguardo e al giovane che ci guardava incuriosito e compiaciuto chiesi di aiutarmi, nnAspetta un attimo disse la donna, ed alzò una gamba cercando di infilarsi lo slip del costume sbilanciandosi finendo nuovamente in acqua, nnIntervenne il giovane prendendola dalle spalle mentre io l&#8217;aiutavo ad alzarsi, nnGrazie va meglio disse la donna, si appoggiò ad uno scoglio posizionandosi dietro al ragazzo accarezzandogli i capelli.    nnPerò, mi disse il giovane non sembravi così! nnCosì come? dissi io, nnGuardati, nnAbbassai gli occhi e vidi il mio cazzo penzolare allungato in stato di semierezione, nnMah, bofonchiai imbarazzato, nnNon devi scusarti, disse la donna, il giovane si abbassò di scatto facendo sparire il mio cazzo nella sua bocca, roteando la lingua mi leccava il glande, nnLa donna lo guidava nei movimenti guardando il suo operato come una perfetta istruttrice, nnLo stava istruendo nell&#8217;arte della fellatio (fare pompini), nnMa lo entrò troppo, infatti, cominciò a tossire come se stesse per vomitare, nnPiano tesoro mio, devi farlo dolcemente, disse la donna, nnLo so mamma ma è enorme, troppo bello! nnMamma? ho sentito bene? nnSi è mio figlio disse la donna prendendo il mio cazzo in bocca continuando l&#8217;operato del figlio, con la lingua di fuori leccava l&#8217;asta in tutta la sua lunghezza, lo mordeva prendendolo di traverso, sembrava avesse in bocca una coscia di pollo, (e lei aveva molta fame) nnScese ai coglioni succhiandoli, con la mano avvicinò il ragazzo al mio cazzo, nnSi stava accarezzando la fica, la sentivo gemere scossa in preda all&#8217;orgasmo. nnLa scena che si presentava ai miei occhi era troppo forte: la madre strofinava la fica nel mio piede e si toccava il clitoride leccandomi la minchia mentre il figlio mordicchiava e baciava la cappella toccandosi il piccolo cazzo, nnSentii lo sperma salirmi dai coglioni schizzando sul volto del giovane che uscita la lingua cercava di raccoglierlo, nnVenne in aiuto la mamma che lo ripulì leccandogli il volto e baciandolo amorevolmente, mentre il giovane eiaculava. nnCalmati i nostri sensi uscimmo dallacqua, mi invitarono a sistemarmi vicino a loro, nncosì feci, nn-Io sono Tony, ed allungai la mano, nn-Lilly, rispose lei,questo è mio figlio Marco, nn-Piacere disse il giovane arrossendo un pochino, nnMi disse che abitavano in una città vicina, che venivano dalle nostre parti per evitare di incontrare che qualcuno li avrebbe riconosciuti, lei era Ricercatrice Universitaria e quindi conosceva molte persone. nn-Mamma faccio due passi nel bagnasciuga, nn-Non ti allontanare molto, però. nn-Ti domanderai cose che mi spinge ad avere un rapporto sessuale con il primo che capita, e per di più in compagnia di mio figlio, nn-Non sei tenuta a farlo, ma se ne vuoi parlare, nn-Tutto è cominciato due anni fa, sei mesi dopo che mio marito andò via di casa dopo lennesima lite, nnscatenata dalla mia assurda gelosia. nnEro uscita a fare delle commissioni lasciando Marco in casa, aspettava Michel, un suo coetaneo inglese  che abitava lì vicino, gli dava delle ripetizioni, era lultima perché la sera stessa tornava in Inghilterra con il padre, dopo tre anni trascorsi in Italia. nnTornando a casa aprii la porta con la chiave, evitai di suonare per non disturbare, vi era troppo silenzio nnMi avvicinai alla stanza, la porta era socchiusa e vidi Michel che si passava in faccia lo slip che mi ero cambiata prima di uscire da casa mentre Marco accucciato ai suoi piedi gli accarezzava le palle e gli leccava il cazzo, nnRimasi di stucco, non mi sarei mai aspettata di vedere mio figlio spompinare Michel che potei constatare nnsi ritrovava ad avere un attrezzo niente male, nnEro sconvolta, non sapevo cosa fare, allora uscii nuovamente da casa feci due passi per calmarmi, nntrascorsi dieci minuti tornai a casa e suonai, dopo qualche minuto mi venne ad aprire Marco, nn-Ho lasciato le chiavi nellaltra borsa, dissi. nn-Michel ? domandai, nn-E in bagno, sta poco bene, nn-Mamma senti io vado in palestra, ti spiace, sono già in ritardo, ci vediamo stasera e mi baciò sulle guance come faceva sempre. n nCosì Marco usci richiudendo la porta alle sue spalle, mi avvicinai alla porta del bagno e bussai, nn-Sono la signora Lilly, mio figlio Marco è andato in palestra, che cosa hai, posso fare qualcosa per te? nn-Sto male, non lo so quello che mi succede ho delle fitte al basso ventre. nnSentivo scorrere lacqua nel lavandino, incuriosita spiai dalla serratura e vidi Michel sudato in fronte che si bagnava il cazzo enorme, era scurissimo, con il glande paonazzo sembrava dovesse scoppiare da un momento allaltro, cercava di far calare lerezione, ma con scarsi risultati. nnMi sentii turbata, ipnotizzata alla vista di quel sesso, ritrassi la mano che avevo appoggiato sulle mutandine ormai fradicie dumori, da due anni non avevo più rapporti solo qualche volta mi ero toccata nella vasca mentre facevo il bagno. nnMi allontanai dalla porta per rispondere al telefono era Matilde, una mia cara amica, cominciò a parlare di suo marito che la trascurava, la figlia non laiutava nelle faccende di casa e cosi via .le solite cose, nn-Senti cara ti richiamo io dopo, e riattaccai nnNel frattempo Michel era uscito dal bagno, passeggiava nel corridoio nervosamente, nn-Va meglio? gli chiesi, nn-Si, grazie, nn-Vieni che preparo il caffè, ti va? senza aspettare risposta mi avviai in cucina, sentivo il suo sguardo trapassarmi la gonna color panna , i suoi occhi erano carichi di desiderio e guardando i suoi pantaloni si notava lerezione. nnEro eccitata, ma non sapevo che fare, ero agitata, non trovavo la caffettiera mi abbassai per prendere quella di riserva nel mobile basso in mezzo alle pentole, quando sentii il suo cazzo appoggiato sul mio culo, mi girai e vidi che stava guardando il lampadario, e come nulla fosse continuava a strusciarsi, nn-Questo neon andrebbe cambiato, mi disse, nn-Infatti, me ne sono accorta ieri sera e oggi l ho comprato. nn-Vuole che laiuti a cambiarlo? nn-Sei molto gentile, mi girai accarezzandolo sulla guancia, se non ti spiace lo facciamo dopo, prima il caffè. nnPrendendo il caffè chiacchierammo del più e del meno Michel doveva partire, in Italia si era trovato bene, si era affezionato a Marco, gli sarebbe mancato, nn-Credo che mancherai anche a lui, dissi mentre ripensavo alla scena della stanza, sentivo i capezzoli che sinturgidivano ed i miei umori bagnarmi ancor di più gli slip, non potevo stare seduta, quanto prima avrei macchiato la gonna. nnAndai in bagno per cambiarmi, mi tolsi gli slip sporchi, li odorai, lodore acre minebriò, nncercai nel cassetto degli slip puliti, ma non ne trovai, decisi di farne a meno. nnPassando presi la scala nel ripostiglio e la piazzai sotto il lampadario, presi il neon che era ancora nella borsa della spesa e tornai in cucina, nn-E abbastanza solida questa scala? io non mi fido, disse Michel, nn-Ho capito salgo io, e salii sul primo gradino, nn-Io la tengo ferma, disse, lo guardai con la coda dellocchio e come già immaginavo lui si stava lustrando gli occhi guardandomi di sotto, nnquando arrivai allultimo gradino, lo guardai e gli dissi: nn-Tienila ferma! mi raccomando! nnMentre lui rosso in volto deglutiva, ero rimasta senza mutandine non pensando di salire io, nnSentii la scala tremare quindi scesi di un paio di gradini allungandomi staccai il neon, nn-Hai visto si sono staccati i piolini, non facevano contatto, per questo non funzionava accendeva, nn-Gli chiesi di passarmi il tubo nuovo mentre accarezzavo il neon mimando una lenta masturbazione, era liscio e lungo, scatenava pensieri, nnGli porsi il neon vecchio, e mentre lui lo tirava a se lo lasciai scivolare tra le mani, nn-Nel mettere il neon nuovo mi sporsi in avanti allargando di più le gambe, mettendo la mia micina in bella mostra, nnprova ad accendere! vediamo che succede, nnhai visto che funziona? nn-Si funziona, disse lui mentre io sentivo qualcosa toccarmi il clitoride, mi scappò un gridolino, tremai, non era la sua lingua come avevo a lungo sperato, nnma qualcosa di freddo, una sensazione piacevole, nnsentii i brividi corrermi su per la schiena e i capezzoli indurirsi , nn-Che fai!, dissi, nn-Si fidi Signora vedrà che le piacerà, nnSentii quella cosa dura entrare lentamente, scivolando tra le labbra della mia fica bagnata di umori. nnCapii che era il neon, mentre sentivo la sua lingua salire sulle cosce sino a leccarmi il buchino e penetrare nel mio culetto, nn-Sei pazzo! nn-Dai, si vede che le piace,            nn-Sei perverso, ma continua!, ti prego non ti fermare, nn-Allora i pazzi siamo tutti e due, nn-Muovilo più velocemente dissi, che sto per venire, dai, spingilo dentro. nnCosì facendo tirò il cazzo fuori dai pantaloni e se lo menò venendo copiosamente, schizzando il suo seme sui piedi, sentendo il calore del suo sperma ebbi un orgasmo, nnQuando scesi dalla scala lo baciai sulla guancia e gli dissi : guarda che sono di già le 19.30, nn-Cielo! è tardissimo mio padre mi ammazza se perdiamo laereo. nn  nn-Arrivederci signora e mi baciò, grazie, mi saluti Marco gli dica che poi lo chiamo. nn-Grazie a te Michel, di questi minuti di gioia. nn  nnI giorni passavano, Marco si era chiuso in un mutismo serrato, agli esami era passato con una sufficienza, non me lo aspettavo, lui aveva preso sempre bei voti. nnNon aveva appetito, dimagriva a vista docchio, era sempre di cattivo umore, alcune volte rincasando dal lavoro lo trovavo a letto che fissava il soffitto, cercavo di convincerlo che doveva uscire, frequentare altri ragazzi, insomma, gli dicevo, la vita continua. nnIniziò a frequentare la piscina comunale, ad uscire la sera, ritornava vivere felicemente nnFino a che, una notte, mi alzai per andare a fare pipì e lo vidi piangere davanti allo specchio del bagno, era sporco con gli abiti strappati, nn-Marco!, cosa è successo, hai fatto a botte con qualcuno, per favore parla, nnMi abbracciò singhiozzando, si strinse forte a me, nn-Mamma stavo passando dai giardini pubblici e sono stato avvicinato da tre uomini di colore, mi hanno invitato a fare un giro con loro, io non ci volevo andare perché si sentiva dallalito che erano sbronzi, nn-E allora?, nn-Allora uno di loro mi a preso sulle spalle, io gridavo, ma non cera nessuno che potesse aiutarmi,    nn-Mi hanno trascinato nella casa abbandonata, dove prima abitava il custode, dentro vi era una grassa signora anziana anche lei di colore, quel giorno compiva gli anni, nn-Sarah ti abbiamo portato un regalo, esclamò il più grosso, mentre venivo spinto sul letto, nn-Che bel ragazzo!,  sei vergine?, nn-In che senso?, nn-Che vuol dire, in che senso, nn-Hai mai fatto lamore con una femmina?, nn-Veramente no!, nn-Stupendo! allora io sarò la tua nave scuola!   nn-Io non voglio, risposi, nn-Tu cosa?, disse il negro grasso, e mi diede un ceffone, &#8212;Spero sia lultimo mi dispiacerebbe rovinare questo bel faccino, ora spogliati e fai tutto quello che ti dice Sarah perché questa è la sua festa, e tu sei il regalo, nnse non lavessi ancora capito. nnMi spogliai nudo e mi misi al centro del letto, sentivo i commenti dei negri e non erano per niente rassicuranti. nnAnche Sarah si spogliò, non era un bello spettacolo da vedere, quei seni enormi che si appoggiavano sulla pancia che scendeva fino a coprire i peli della fica, e il culo che ballava tremando per la troppa cellulite, nn-Uno schifo! nnSi avvicinò e mi baciò sulla bocca, puzzava di vino, poi si abbassò e prese il mio pisello in bocca mentre gli uomini si spogliavano, li guardai erano tutti e tre eccitati, la donna dopo un po si mise a bestemmiare perché non mi saliva, nn io cercavo di concentrarmi, ma non ci riuscivo, nn-Ma che sei frocio! diceva, nnAllora indispettita mi ha infilato due dita nel culo, bruciava da morire, poi mi ha spinto verso uno dei negri dicendo: allora visto che sei frocio succhia questo cazzo, nnSi avvicinò, era maleodorante, chissà da quanto tempo non si lavava, lo spinse dentro la bocca, nnluomo mi teneva dalla testa e cominciò a muoversi, mentre gli altri due mi davano schiaffi sul culo, guarda come gode il maiale, nn-Sarah togli le dita, disse uno, nnIl tempo di tirare un sospiro di sollievo e sentii un cazzo appoggiarsi sul culo, un dolore lancinante, avevo come un fuoco dentro, mentre luomo spingeva entrando sempre più, dopo un paio di minuti disse che stava per venire, usci il cazzo dal mio culo, spinse luomo che mi stava davanti e venne nella mia bocca, dicendo che se ne sputavo una sola goccia mi avrebbe ammazzato, nn-Ho dovuto inghiottire tutto, nnLa donna si era messa a quattro zampe sul letto e il negro grasso la stava scopando, nnNel frattempo, si era messo dietro di me laltro negro, ma laveva più grosso e non entrava, per sentire meno dolore mi allargai il culo con le mani e questi spingeva nervosamente, sentii un dolore atroce e svenni. nnQuando mi sono svegliato ero solo sul letto tutto sporco di sperma che mi avevano schizzato addosso. nn  nnMentre mi raccontava questo singhiozzava, nn-Povero caro, il mio tesoro, che umiliazioni hai dovuto subire, nnLo abbracciai forte, nn-Ti preparo un bagno caldo! nn-Mamma voglio stare sempre insieme con te! nn-Stai tranquillo, non ti lascerò da solo. nnCosi purtroppo ritornammo al punto di partenza, nnla mattina mi recavo al lavoro e lui rimaneva casa, nnil pomeriggio se io uscivo veniva con me, nnaltrimenti rimaneva pure lui in casa, nnStava diventando più apatico di quando era partito Michel nnDopo un paio di settimane dallaccaduto si sentì male, nnvenne il medico a visitarlo, disse che era deperito e che se non si dava una mossa gli sarebbe venuto un esaurimento nervoso. nnA quel punto ruppi gli indugi, chiamai Andrea, mio marito e gli raccontai tutto quello che era successo, ovviamente meno della storia del neon, nnma non credo che a lui sarebbe dispiaciuto ci eravamo lasciati perché lui insisteva nel volermi far scopare con altri uomini, cosi sono cominciati i litigi, fino ad arrivare alla separazione. nn-E allora? nn-Allora abbiamo preso la decisione che se al ragazzo piacciono i maschi non ci dobbiamo opporre, anzi lo dobbiamo aiutare, così come ho fatto oggi con te. nn-Ma non hai paura di fare qualche brutto incontro? nn  nn-Vedi questo? , così dicendo tolse il fermacapelli con lorsetto rosso, nn-Si! è un elastico per i capelli, e con ciò? non mi dirai che è unarma segreta, nn-Aspetta unattimo!, anzi girati!, nn-Mi voltai e vidi unenergumeno che stava per saltarmi di sopra sembrava un rinoceronte alla carica, nn-Fermo! non è successo niente, gridò la donna, nn-Tutto a posto amore? luomo estrasse dalla tasca un fazzoletto e si asciugò la fronte, nn -Sì caro, ti presento Tony, è una persona i gamba e gli ho raccontato tutto, nn-Tony, ti presento Andrea, mio marito era su quella montagnola e con il binocolo ci guardava, il fermacapelli è il segnale di pericolo, se lo tolgo lui interviene. nn-Vuol dire che ha visto tutto? tutte le cose che abbiamo fatto in acqua?, nn-Si, ma non ti preoccupare a me piace vedere mia moglie fare la troia, ceravamo lasciati perché lei mi accusava di essere un guardone e invece adesso siamo di nuovo insieme, è magnifico, mi dispiace per i gusti di mio figlio, ma se lui è contento così, siamo tutti contenti. nn-Anzi se stasera è libero si consideri ospite a cena da noi. nn  nnQuesto racconto è frutto della mia immaginazione, nnse qualcuno/a vuole darmi un giudizio o consigli per il seguito è ben accetto
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		<title>Mai e poi mai avrei&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jul 2007 06:20:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[rohkea Maturi
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			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://rohkea.hostuju.cz/Maturi.html">rohkea Maturi</a></p>
<p>Mai e poi mai avrei creduto di poter avere una storia così folleio, così giovane, tanto che i miei genitori pensavano giocassi ancora con le bambole; io, che avevo scoperto tanto presto il sesso e tutte le bellezze che esso ha con sé; io, Mirenami ritrovai complice, artefice, padrona dei sensi di mio cugino nnNon so dirvi bene per quale assurdo motivo, o per quale perversione, fosse nato questo gioco: il nostro primo incontro era certamente nato dall&#8217;istinto, l&#8217;impulso che ti prende la mente, la attanaglia&#8230;che non ti permette di scindere il giusto dall&#8217;errato&#8230;Stavamo sbagliando tutto?! nnIl dubbio ci prese. Fabio per un po&#8217; preferì ignorarmi e i miei zii credettero alla balla dello screzionon potevano neppure immaginare quali oscuri atti e quali peccaminosi pensieri si celassero dietro le nostre menti pensierose. nnLa cosa che complicava tutto era che, come tutti gli anni, Fabio ed io dormivamo nella stessa stanza, con i letti vicinie se questo ci aveva fortemente ispirato nelle notti insonni per il caldo e l&#8217;eccitazione, certo ora ci opprimeva allo stremo. nnUna mattina mi alzai presto e notai che Fabio non era nel suo letto: que<a id="more-263"></a>sto era fatto, ben custodito; di lui nemmeno una traccianon dissi nulla agli zii, per paura di creare litigi e fastidiose discussioni: avevo ben altro da risolvere!! nnUscii. Mi ritrovai a vagare per la città senza una meta precisa, senza un&#8217;idea di dove stessi andando. Solo il cuore mi guidava: mi sentivo come in estasi e lasciavo che le mie gambe mi portassero dove sapevanodopo un&#8217;ora di cammino, sotto il sole che si faceva sempre più cocente, con la fronte sudata, i capelli raccolti dietro la nuca e le goccioline d&#8217;umori che scendevano dietro al collo, mi ritrovai dalla parte opposta della località marittima in questione. C&#8217;era un pontile e molte barchette attraccate. Ora avevo l&#8217;immagine chiara di dove fosse Fabio: sapevo esattamente dove trovarlo. nnDa piccoli, di nascosto dai nostri genitori, venivamo spesso fin qui a chiacchierare e a prendere il sole, lontani dallo sguardo inquisitorio dei vicini d&#8217;ombrellonericordo che proprio dietro allo scoglio sulla destra, in una piccola insenatura, della spiaggia, Fabio mi convinse a prendere il sole in toplessmi vergognavo da matti: come poteva chiedermi di spogliarmi di fronte a lui? Di mostrare i miei seni ai suoi occhi? Ma lui, con la voce calda che fin da piccolo sapeva impostare al momento propizio, venne alle mie spalle e, con un gesto semplice e delicato, sganciò il mio reggiseno, lasciandolo scivolare sulla pelle morbidaricordo i brividi che mi percorsero la schiena al contatto col suo petto e l&#8217;emozione nel liberare i miei ancora piccoli e ingenui seni, mai sfiorati dalla luce del sole, né, tanto meno, dalle mani di un uomo nnMentre seguivo questi pensieri m&#8217;indirizzai come un automa verso l&#8217;insenatura: Fabio doveva essere là. nnLo trovai accoccolato sul telo, sonnecchiante, con le sue splendide forme baciate da quei raggi mattutinimi avvicinai a lui: sapevo che non mi voleva accanto a sé, per questo si era alzato mentre io ancora dormivo! nnEro stanca di questa situazione, non potevo pensare di dover trascorrere ancora due mesi con questa angoscia, con l&#8217;impossibilità di parlare, di aprirmi a lui avevo bisogno di spiegazioni! nnNon si era accorto della mia presenza ed io mi accostai a lui piano, con dolcezza. Passai una mano sul suo capo e scesi sulle spalle. Si destò. Mi guardò senza parlarei suoi occhi parlavano chiaro, mi parlavano al cuore. Capii che aveva pensato a lungo alla nostra condizione, agli incesti consumati nella sua casa paterna, nella macchinaalle complicazioni che questi avrebbero portato tra noi, con i genitori, con i nostri fidanzatitutto terribilmente strano e assurdo. nnSi sollevò e mi guardò fissa negli occhi. I capelli spettinati dalla brezza mattutina rendevano il suo sguardo sensuale: lo desideravo con tutta me stessa! Accostai le mie labbra al suo volto e lo sfiorai con delicatezzaquel luogo e i ricordi ad esso legati mi riportavano all&#8217;infanzia, ai giochi, ai castelli di sabbiaalle prime attenzioni, alle carezzeun istinto prepotente m&#8217;indusse ad abbracciarlo, a stringerlo forte, per trovare quella sicurezza che ormai era venuta meno. Sentii allora le sue braccia chiudersi intorno alla mia vita, le sue mani risalire verso le spalleera quello che più desideravo: amore, dolcezza. Non m&#8217;importava della trasgressione! Non parlò: mi accarezzò il viso e lo accostò al suo; poi, con una dolcezza inaudita, prese a baciarlo ovunquela fronte, gli occhi, la punta del naso, le guance, le tempiee ancora e ancorale labbragiunsi al contatto delle sua lingua con la mia e fu come una pace ritrovatadisse solo:&#8221; ti desidero&#8221;. Non c&#8217;era altro da aggiungere! nnFece scivolare le sue mani forti sul mio corpo esile, accarezzò ogni luogo: mi sentivo sua! nnNel profondo avvertii il desiderio crescere. Mi lascia andare sulla sabbia: era lui a condurre il gioco e lo lasciai fare, non m&#8217;intromisi in alcun modo! n nnSfilò dolcemente il mio vestitino e, mentre lo faceva scendere, passava la lingua millimetro per millimetroscostò piano il costume: i capezzoli erano già turgidi tanta era l&#8217;emozione! Prese a succhiarli dapprima con dolcezza, poi, sempre con maggiore vigore, forzal&#8217;eccitazione saliva e i nostri corpi si trovarono presto aggrovigliati come durante una lotta, in cui si vince in due. Mordicchiava la punta, mentre con una mano strizzava la mammella nnAvevo brividi in tutto il corpo! Lui, steso sopra di me, si muoveva piano, impercettibile, ma ad ogni suo gesto, sentivo il suo sesso crescere, salire, farsi duroconoscevo bene quella sensazione, ma ora era diverso: lui era parte di me! nnLo sentivo gemere, contraeva i suoi forti muscoli, provocando forti vibrazionicercai di sollevarmi. Lo feci stendere: volevo rendergli quelle stesse sensazioni!  nnLa mia lingua roteava sui suoi capezzoli, messi in evidenza dalla contrazione dei pettoraliniente di più seducente si poteva offrire ai miei occhicontinua a scendere, più giù, in basso&#8230; fino a quel tenero ombelico, dalla forma perfetta lo leccavo, piano con dolcezza, senza alcuna frettaavevo tutto il tempo per prendermi quello che c&#8217;era da prendere la gioia crebbe di più quando avvertii che Fabio muoveva il bacino, simulando un malizioso amplesso con il mio seno: aveva tirato fuori il pene ed io lo avevo lasciato fareora lo muoveva tra le mie tette con passionalità, godendosi ogni gesto; strinsi il seno intorno a lui e leccai avidamente le vene del pubeseguendo il loro corso giunsi fino alla base del suo grosso e turgido membro, che attendeva con ansia le attenzioni della mia avida boccaal primo tocco della mia lingua, Fabio contrasse i muscoli, spingendo dentro la punta lo masturbavo con i seni e con la boccaera mio, solo mio dal profondo sentii il bisogno di essere penetrata da quel sesso cercai di sollevarmi, ma Fabio trattenne la mia testa e disse&#8221;Ancora un po&#8217;!&#8221; nnLo guardai e lo vidi in preda al godimento sfrenato che solo un&#8217;abile bocca sa regalare Continuai ancora a succhiare, mordere, strizzare tra le labbra il bel pene familiare e presto avvertii i sintomi del suo orgasmomi fermainon potevo permettere che venisse così: lo desideravo con tutta me stessa nnMi stesi accanto a lui ed attesi che si fosse po&#8217; calmatonon appena il respiro si fece più regolare, Fabio mi guardò fissasi inginocchiò davanti a me, senza parlare: continua va a guardarmiaveva superato ogni ritegnocon il pene eretto in vista, allargò con forza le mie gambe e, scostato il costume, m&#8217;infilò dentro la sua virilitàspinse fino in fondoguardandomi negli occhi aveva acquisito un forte carisma su di me ed ora ero pronta a seguirlo nella folle corsa verso la cima del piacere nnSpingeva, spingeva piano, lentamente, ma molto a fondo: mi sentivo piena di lui, carne della mia carne il caro vecchio missionario emozionava profondamente i nostri corpi: la possibilità di continuare a guardarci negli occhi, per vedere fino a che punto si potesse arrivare con quella dolce tortura ci estasiava nnSpinse più forte, due tre quattro colpi che sembravano volermi sfondaree poi, di nuovo pianostringevo forte i  muscoli vaginali: doveva sentire di essere mio! nnSi sollevò da memi prese le gambe e le pose da un latonon era uscito! Spingendo e aderendo al mio corpo, mi fece mettere carponisi sedette sui talloni e mi fece accomodare su di lui; sentivo i testicoli sul clitoridee lui lo sapeva quanto mi facesse morire tale stimolazionesi muoveva piano, perché io godessi di ogni spostamento di quelle piccole mele sotto di mela penetrazione era totale ed io non capivo più ciò che era intorno a me. Sentivo che l&#8217;orgasmo stava arrivando ed era meglio prepararsi ad accoglierlo! nnFabio riprese a muoversi con formidabile decisionedentro fuori, dentro fuoricolpi forti e possenti, colpi lenti e profondi.passionalità e perversionetutto riassumibile in un&#8217;unica parola: INCESTO! nnLo sentivo gemere, rantolare, godere fin dal profondoera mio! Ed io ero la sua preda, la sua vittimal&#8217;oggetto del suo desiderio! nnI gemiti divennero urletti e gridolini: la sua voce calda mi riempiva l&#8217;animami sembrava di sentire perfino il rumore dei nostri genitali che si contorcevano tra loroe sotto: le onde che si infrangevano sulla spiaggiai nostri colpi brillanti di sudoreil sole che scottavail nulla! nnSolo l&#8217;oblio dell&#8217;orgasmo continuavamo a muoverci nnIl mio bacino seguiva tutti i suoi movimenti: s&#8217;incontravano quando lui spingeva e si lasciavano subito dopoentrava ed usciva   entrava ed usciva.senza tregua. nnLa ragione non seguiva più tanto piacereaveva lasciato spazio all&#8217;istinto animale nnEd eccolo il piacere arrivare, con prepotenza: contemporaneamente ci stringemmo! Fabio cinse la mia vita e spinse con una forza che sembrava mi spaccassema il piacere che ne provai, lo ripagò di tanto sforzo! Contrassi tutti i muscoli e lo trattenni dentro il più possibile: ad ogni getto di sperma, corrispondeva una sua contrazionem aveva riempito nnRestammo stesi sul fiancolui ancora dentro di me, finché il pene tornò alla normalitàraccolse allora con una mano i nostri umori grondanti dalla vulva e li portò alla mia boccaleccai la sua mano che sapeva di noi. nnCi baciammo ancora e restammo lì, nudi, abbandonati sulla sabbia, perpetrando quel gesto fino all&#8217;ultima goccia: ora sapevo che, per lui, ciò significava diventare tutt&#8217;uno ed era ciò che entrambi volevamo
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